Il Tirreno

Grosseto

Deliberato il pagamento di quasi 140mila euro di consulenze

Spese legali con lo sconto ma l'opposizione diserta

<b>BUFERA IN CONSIGLIO.</b> Per il pagamento delle spese legali, assente l&#146;opposizione alla seduta
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BUFERA IN CONSIGLIO. Per il pagamento delle spese legali, assente l’opposizione alla seduta

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 CAPALBIO. L'opposizione ha disertato di nuovo il consiglio comunale. Ieri all'ordine del giorno c'era da deliberare il riconoscimento, in via cautelare, delle spese legali ai minimi di tariffa per le cause affidate all'avvocato Tamburro. Una decisione che è stata presa all'unanimità ma senza i voti dell'opposizione. I banchi dove sono seduti i consiglieri del gruppo Per Capalbio, guidati da Lucia Biagi erano vuoti. Per il sindaco Bellumori «un atto populista e di irresponsabilità politica». Per l'ex sindaco Biagi invece, una scelta di coerenza, dettata dalla cattiva gestione dell'attuale giunta. Dei 357mila euro, per ora, ne verranno pagati 138.527,30 per 57 dei 110 incarichi affidati all'avvocato Tamburro.  Restano fuori quasi duecentomila euro, pari a quanto richiesto dal professionista in eccedenza rispetto a quanto previsto dai preventivi o dai minimi tariffari, e per cui il Comune si è rimesso al Tribunale di Orbetello per la valutazione di quanto dovuto. Sistemata la pratica amministrazione, quello che fa saltare la mosca al naso del sindaco è la scelta di disertare l'aula. «È offensivo per il consiglio che, proprio mentre questo si svolgeva con i banchi della opposizione vuoti, il capogruppo della minoranza diramasse ai giornali la propria posizione, anziché presenziare all'assemblea». E incalza: «Prendiamo atto con interesse invece della posizione del consigliere Biagi, che dichiara che al legale andavano pagati tutti i 357 mila euro richiesti - dice il sindaco - ciò che non si capisce è perché, se questa è la posizione di Lucia Biagi, non ha effettuato gli impegni di spesa e ha disposto i pagamenti quando era sindaco, visto che la maggior parte del contenzioso che oggi lavvocato vuole che gli venga pagato era concluso già nel 2008? E perché non è venuta oggi in consiglio a deliberare il riconoscimento? E ancora, se il capogruppo dell'opposizione ha buoni suggerimenti per la difesa dell'Ente, perché non viene ai consigli anziché dispensare gli stessi a mò di slogan ai media?».  La risposta di Lucia Biagi alle domande di Bellumori arriva subito. «Attribuire oggi la mancanza di servizi o la loro compressione alla necessità di provvedere al pagamento delle spese legali è inaccettabile - dice la Biagi - se si chiede di riconoscere le spese legali come debito fuori bilancio vuol dire che il bilancio di previsione non le ha tempestivamente previste, ma ha previsto tutto il resto quindi anche le spese per i servizi. Se poi non sono stanziati sufficienti fondi per erogare i servizi vuol dire che chi ha redatto il bilancio ha sbagliato».

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di Redazione web