Sicurezza
Il direttore generale Fausto Mariotti: «Accertare subito i fatti»
Per l'Asl un colpo durissimo «Chiarire le responsabilità»
◗
SGOMENTO In alto Fausto Mariotti A destra il sindaco Lidia Bai A sinistra l’assessore regionale Scaramuccia3 MINUTI DI LETTURA
GROSSETO. Tante indagini, tanti controlli, tante campagne per informare sulle normative per la sicurezza nei posti di lavoro e per farle rispettare. E poi un incidente con quattro feriti gravissimi proprio "dentro casa", in un cantiere all'ospedale, dove si lavora su un proprio appalto. Per l'Asl 9, e per l'intero sistema sanità, quel che è accaduto a Massa Marittima è un colpo durissimo. Difficile da digerire, difficile da commentare. «Si tratta di un fatto gravissimo, che riporta nuovamente e violentemente l'attenzione sulla sicurezza nei luoghi di lavoro», dice il direttore generale Fausto Mariotti, intervenuto sul posto insieme alla direzione aziendale. «Occorre accertare quanto prima come si siano svolti i fatti e le eventuali responsabilità». In attesa dell'esito delle indagini, in parte affidate alla stessa Asl e ai suoi tecnici del lavoro, Mariotti esprime «vicinanza e partecipazione alle famiglie colpite da questo evento così grave e duro. Desidero, inoltre, ringraziare tutti gli operatori dell'ospedale e del 118, ma anche del volontariato e dei vigili del fuoco, che si sono immediatamente ed efficacemente prodigati nei soccorsi e nell'assistenza». Che non si tratti di un incidente "qualsiasi" lo dimostra anche l'intervento diretto dell'assessore regionale alla sanità, Daniela Scaramuccia: «Un incidente sul lavoro - scrive in una nota - lascia sempre costernati e sgomenti. A maggior ragione in questo caso, in cui un incidente così drammatico è avvenuto proprio nel cantiere di un ospedale, coinvolgendo quattro persone. Il mio primo pensiero - prosegue - va alle famiglie dei quattro operai, alle quali mi stringo solidale». Poi l'assessore ricorda l'incidente mortale di mercoledì scorso, nella cava di gesso a Roccastrada. «I dati - dice - ci parlano di infortuni in diminuzione. Eppure, ogni volta che apprendiamo la notizia di una morte in un cantiere, in una cava, in un campo, è naturale pensare che qualcosa non ha funzionato, che non è stato fatto tutto quello che doveva perché questa morte potesse essere evitata. Anche in questo caso le autorità preposte accerteranno la dinamica dell'incidente. Voglio però richiamare ciascuno a fare la sua parte. La sicurezza è un sistema complesso, una catena che unisce tutti, lavoratori, imprenditori, parti sociali, istituzioni: se un anello si spezza, la catena è inutile. La prevenzione funziona solo se tutti siamo capaci di fare sistema». Condanna e preoccupazione per l'incidente di MassaMarittima arriva anche dalla Rappresentanza sindacale unitaria dell'Asl 9. Solidarietà a vittime e familiari, ma anche una forte richiesta di chiarezza su cause e responsabili. «Riteniamo grave - scrive la Rsu - che l'incidente si sia verificato in un cantiere all'interno di una struttura pubblica come la Asl, che è preposto a vigilare e ad effettuare i controlli per assicurare il rispetto delle norme sulla sicurezza del lavoro. Ci auguriamo pertanto che vengano individuate il prima possibile le responsabilità, e invitiamo istituzioni competenti e lavoratori a vigilare sull'applicazione delle norme di tutela dei lavoratori, troppo spesso disattese dai datori di lavoro».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
