Il Tirreno

Grosseto

Boy-scout, tifosi e tanti altri costretti a fare i ticket a bordo, ma senza maggiorazione

Niente resto per chi fa il biglietto

Alfredo Faetti
<b>FOLLONICA.</b> La stazione ferroviaria
◗
FOLLONICA. La stazione ferroviaria

Macchinette automatiche impazzite. La rabbia dei viaggiatori

2 MINUTI DI LETTURA





 FOLLONICA. Un fine settimana difficile per chi doveva viaggiare in treno partendo da Follonica. Biglietteria chiusa (come prevede l'orario) e macchinette automatiche malfunzionanti. Sabato pomeriggio, ore 14.40, stazione di Follonica. Davanti all'entrata un folto gruppo di boy-scout, con accompagnatori annessi, tifosi della Fiorentina pronti a raggiungere lo stadio Franchi di Firenze e semplici viaggiatori. Tutti alle prese con lo stesso problema.  Un problema a prima vista banale: fare il biglietto del treno. La biglietteria, infatti, era chiusa dalle 13, così come prevede l'orario di apertura al pubblico il sabato (domenica chiusi). In teoria non ci dovrebbero essere problemi, dato che nella stazione sono presenti due macchinette automatiche per l'erogazione di biglietti. Un piccolo gruppo di persone si mette in fila indiana davanti allo schermo e inizia a seguire le indicazione dell'apparecchio. Però ecco cosa accade.  «Non prende le monete». Dice un ragazzo. «Non dà il resto». Aggiunge uno gli accompagnatori degli scout.  Due incovegnienti non da poco. Prendiamo l'esempio dei tifosi della Fiorentina: il biglietto di seconda classe da Follonica a Firenze per un treno regionale (la soluzione più economica) costa 10,70 euro. Non prendendo le monete, un tifoso era costretto a mettere solo soldi cartacei. Il minimo che poteva essere inserito, a quel punto, era 15 euro, con una banconota da 10 e una da 5. Non avendo il resto, i restanti 4,30 euro sarebbero rimasti nell'apparecchio. Un viaggiatore (anche lui destinazione Firenze) ha provato comunque a fare il biglietto, ma quando ha capito, dopo aver già inserito 10 euro, che la rimessa era certa, ha premuto il tasto "annulla". Ma niente: la macchinetta, anziché la banconota, ha rigettato una ricevuta per riscuotere i soldi (l'ha fatto alla biglietteria fiorentina). I presenti allora hanno provato con la macchinetta installata al di fuori della biglietteria, davanti ai binari. L'apparecchio dava tutta l'impressione di essere di una o due generazioni precedenti rispetto a quello interno alla biglietteria. Infatti, chi ha tentato di usufruirne ha trovato la lentezza delle sue applicazioni, in alcuni casi neanche portate a termine. Spazientiti, la maggior parte ha deciso di fare il biglietto direttamente sul treno. Il regolamento di Trenitalia prevede, in questi casi, una maggiorazione sul costo del biglietto di 5 euro, al di là del chilometragio della tratta. Ma, tra tanti inconvenienti, chi è partito sabato ha trovato la sorpresa della piena disponibilità dei controllori, i quali, ascoltati i clienti, non hanno applicato la maggiorazione sul biglietto.  «Meno male». È stato il commento dei viaggiatori.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa