Sicurezza
L'autocertificazione: «Tutto ok»
Federico Lazzotti
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MOTORE Al centro dellinchiesta il motivo del distacco Solo un mese fa l'impianto fu collaudato. Dalla ditta proprietaria
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GROSSETO. Gli inquirenti dovranno risalire oltre i diciotto metri dell'impalcatura appoggiata sul retro dell'ospedale Sant'Andrea per accertare le cause del dramma sul lavoro che ha costretto in Rianimazione quattro operai precipitati mentre trasportavano porte e finestre tra il terzo e il quinto piano del Sant'Andrea. Tutto ruota attorno a una domanda: «Com'è possibile che un ascensore collaudato solo un mese fa crolli all'improvviso?». Al centro dell'inchiesta che potrebbe coinvolgere anche i vertici dell'Asl 9 come commitente dei lavori, c'è però "l'ascensore da cantiere modello Ch" che la Alimak Hek spa di Colle Val D'Elsa, in provicia di Siena, ha affittao alla Gesta global service makers per i lavori all'ospedale Sant'Andrea. Il collaudo di questo tipo di montacarichi - spiegano gli esperti - è responsabilità diretta del propietario. In pratica non c'è nessun ente in Italia che si occupi di questo tipo di macchine, come invece succede per le gru. L'ultima visita dei titolare-collaudatore nel cantiere di Massa Marittima - secondo quello che hanno potuto accertare gli investigatori - risalirebbe alla fine di settembre, solo un mese fa. E al termine del controllo è arrivato l'ok come nelle volte precedenti. Gli addetti ai lavori parlano di autocertificazione, spiegando il meccanismo e aggiungono che si tratta di una «zona grigia della legislatura» e fanno un paragone molto semplice. «La normativa assomiglia a quella che regola i ristoranti per l'idoneità sanitaria, la cosidetta hccp dove sono gli stessi proprietari a dover controllare la conservazione dei cibi. Ma se al ristorante il cliente rischia un brutto mal di pancia, in questo caso si rischia la vita». Ecco perché gli investigatori, coordinati dal pubblico ministero Alessandro Leopizzi, sono coscienti che dovranno nominare il prima possibile un perito che verifichi le cause del cedimento. Dietro a questa domanda, infatti, ci potrebbero essere conseguenze che potrebbero coinvolegere tutto il Paese. Dall'Asl, per il momento, parlano di cedimento strutturale e tragica fatalità. Ma se il perito dovesse accorgersi di un difetto di costruzione - confermano gli inquirenti - potrebbero essere sequestrati tutti i macchinari simili per paura che quello che è successo a Massa possa capitare anche altrove. In attesa di queste risposte i carabinieri, ieri, hanno interrogato i due testimoni che si trovavano nel piazzale sul retro del Sant'Andrea, e altri colleghi dei quattro feriti. I due dipendenti della Gesta sono stati ascoltati soprattutto per verificare se al momento dell'incidente gli operai feriti stessero rispettando tutte le norme sulla sicurezza. Non è chiaro, infatti, se i quattro quando sono saliti verso il terzo piano a bordo dell'ascensore indossassero o meno il casco. «Dopo un volo simile, anche con quello in testa - spiegano i medici - le conseguenze sarebbero state le stesse». Per il momento il pubblico ministero non ha iscritto nessuno nome sul registro degli indagati. Sul fascicolo c'è scritto lesioni personali gravissime. Tre le posizioni che il pm dovrà chiarire per capire le responsabilità, quella della ditta proprietaria della macchina, di chi la usava e dell'Asl. Che da una parte indaga attraverso la medicina del lavoro e dall'altra potrebbe essere inserita nell'inchiesta.
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