Il dolore
Da Trento per sparare in Maremma
Francesca Gori
◗
CACCIA AL CINGHIALE Una squadra nella macchia maremmana Quasi centomila euro di multa a 48 doppiette arrivate dalle Alpi
2 MINUTI DI LETTURA
GROSSETO. Per venire a caccia in Maremma, hanno rischiato per due stagioni di seguito. Pensavano di averla fatta franca. Pensavano che la loro presenza nei boschi della zona a Nord della città, non fosse notata. Pensavano, con le loro mimetiche addosso, di confondersi con la macchia. E invece i controlli della guardia forestale, hanno rimesso insieme i pezzi di un puzzle che era stato costruito dalla provincia di Trento fino alla nostra. Con quarantotto doppiette multate per un totale di 92mila 400 euro. Quattrocentoventi euro di multa a testa per ogni giornata di caccia nei boschi della Maremma per un totale di quasi duemila euro ciascuno. Un'indagine complessa, che ha tenuto al lavoro gli uomini della forestale guidati dal comandante Alessandro Baglioni, dallo scorso aprile fino a pochi giorni fa. Quando sono state emesse le multe che non avranno certo fatto sorridere le doppiette del Nord Italia. I quarantotto cacciatori trentini infatti, non potevano sparare ai cinghiali che popolano la macchia grossetana. Per problemi di licenza di caccia. E invece, partivano da Trento con il fucile carico, entravano nelle squadre di cinghialai della zona e partecipavano alle battute. Lo hanno fatto più e più volte. Sempre però, senza avere le necessarie autorizzazioni per cacciare nel nostro ambito territoriale. La legge infatti, parla chiaro. Chi ha la licenza di sparare in una zona di caccia, non può farlo in un'altra. E chi ha la licenza di imbracciare la doppietta in Trentino, nell'ambito territoriale di caccia sulle Alpi, non può venire a sparare in Maremma. I quarantotto cacciatori, per evitare spiacevoli sorprese (supermulta, ma anche la sospensione della licenza di caccia per un anno), avevano trovato un sistema: avevano richiesto un doppio tesserino, uno per sparare sulle Alpi, l'altro per partecipare alle battute di caccia al cinghiale in Maremma. Per due stagioni hanno pensato di farla franca. Ma la presenza di cacciatori con l'accento del Nord Italia fermi alle poste e con la palla asciutta in canna, ha attirato l'attenzione di qualcuno. Che ha segnalato la presenza di "stranieri" col fucile in braccio pronti a sparare ai cinghiali. Gli uomini della forestale hanno avuto un bel daffare. Hanno incrociato i dati con quelli della Provincia autonoma di Trento, hanno controllato uno per uno i tesserini venatori rilasciati e hanno anche conteggiato i capi abbattuti dalle squadre di cinghialai della zona, durante le giornate nelle quali era stata segnalata la presenza dei trentini nelle macchie maremmane. Mesi di indagini, e alla fine la supermulta. Quasi centomila euro da dividere tra quarantotto cacciatori che rischiano anche la sospensione della licenza.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
