Il Tirreno

Grosseto

Si uccide con la pistola del marito

<b>POLIZIA. </b>Sul luogo del suicidio; a destra il corpo viene rimosso
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POLIZIA. Sul luogo del suicidio; a destra il corpo viene rimosso

La donna, moglie di un poliziotto, si è sparata alla testa

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 GROSSETO. Il dolore che pesa più della voglia di vivere. E la mano armata di una donna rivolta contro se stessa. Si è uccisa così, con un colpo secco alla testa. Aveva quarant'anni e si era sposata con un poliziotto in forze alla questura di Grosseto. Avrebbe avuto tutta la vita davanti e invece ha scelto la morte. Ieri l'uomo è uscito di casa, in tarda mattinata, per fare alcune commissioni. A comprare i dolci, per passare una giornata in famiglia. Una domenica baciata dal sole che si è trasformata in una domenica sulla quale è sceso il buio più assoluto: quello di una scelta. Di prendere la pistola del marito, quella indossata nella fondina per lavorare, appoggiare l'imboccatura della canna alla sua testa. Esplodere un colpo, nella sua camera da letto. Non ha lasciato alcun biglietto, non ha scritto il perché di quel gesto che ha lasciato tutti senza fiato.  Il marito, per primo. I vicini, che hanno sentito quello sparo senza capire, sulle prime, la tragedia che si era consumata in quella camera da letto.  Quarant'anni, un lavoro come maestra, un marito poliziotto. Una vita tranquilla, segnata però dalla depressione. Una malattia difficile da allontanare con i suoi mostri e i suoi fantasmi.  La donna, ieri mattina è rimasta sola in casa per poche decine di minuti. Il marito era uscito per andare in pasticceria, lei ha preso la pistola d'ordinanza, è entrata in camera e si è uccisa. Ha esploso un colpo. Un colpo che hanno sentito gli abitanti della palazzina dove la donna viveva da diverso tempo. Un colpo esploso pochi minuti prima che il marito rientrasse in casa e la trovasse nella loro camera da letto. Immobile, senza più respiro e in una pozza di sangue.  Ha urlato con tutte le sue forze, ha gridato contro quella morte che ha fatto scendere il buio su una domenica di sole. Una vicina è corsa a vedere cosa era successo e si è trovata in quella stanza dove la volontà di vivere non era stata abbastanza forte da disarmare la mano della maestra.  Nell'appartamento dove la donna viveva con il marito, sono arrivati subito i colleghi dell'agente della questura. Insieme al pm Maria Navarro che ha disposto l'autopsia sul corpo della donna. Un'autopsia obbligatoria, ma che non cambierà di una virgola la ricostruzione di quello che è successo in quella palazzina.  Insieme al procuratore, nell'appartamento del poliziotto, è arrivato anche Mario Gabbrielli, medico legale dell'Asl di Siena, che ha effettuato un primo esame esterno della salma della donna.

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