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LINTERVENTO
Sull'ospedale un vero fallimento
Mario Lolini Consigliere comunale Pdl
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Le dichiarazioni del Dg dell'Asl9 sono la certificazione del fallimento dei lavori per l'espansione dell'ospedale. La politica sanitaria regionale ha chiuso, o sta chiudendo, i centri di assistenza sanitari periferici prima di potenziare l'ospedale del capoluogo, al contrario di ciò che logica imporrebbe: nel periodo transitorio la nostra città e la nostra provincia verranno lasciate in carenza di strutture sanitarie. Superfluo dire che le responsabilità sono da attribuire ad amministrazione comunale ed Asl9. La totale indolenza del sindaco Bonifazi nella gestione della vicenda appare chiara se si analizza il fatto che le risorse economiche, 50 milioni di euro, ci sono da ben tre anni, per il piano sanitario regionale 2008-2010: il tempo utile per impegnarli è partito proprio dal 2008 e scade tra pochi giorni, il 31.12.2010. Mi domando che cosa abbiano fatto l'amministrazione e la Asl9 in questi tre anni e se non sia increscioso ridursi agli ultimi giorni rischiando di perdere i finanziamenti. Lo stesso direttore Mariotti ha recitato il mea culpa, con 5 ammissioni di fallimento. 1) l'inizio dei lavori: non partiranno entro il 31.12.2010 come sancito dall'accordo programmatico (art.4). 2) il fondato pericolo di perdere i finanziamenti: per ovviare a questo il sindaco spera che sia sufficiente indire la gara d'appalto per novembre che in realtà sarà solo una prequalifica ma che dovrebbe evitare la perdita dei fondi che verrebbero acciuffati, con una escamotage, dopo 35 dei 36 mesi a disposizione. 3) La gara d'appalto riguarda solo le strutture che si trovano sui terreni già di proprietà della Asl e questo perché le procedure urbanistiche che avrebbero dovuto essere espletate garantendo l'assegnazione della destinazione di uso ospedaliero ai locali che sorgeranno su terreni di terzi non sono state poste in essere. 4) Proprio i terreni di terzi (quelli su cui sorgeranno parcheggi ed eliporto) non sono stati ancora sottoposti ad esproprio come vuole la legge. Ci poteva essere un accordo bonario, ma si preannuncia un'espropriazione forzosa che graverà, con lungaggini giuridiche e burocratiche, solo sui malati. 5) Il luogo di atterraggio di Pegaso verrebbe spostato lontano dall'ospedale a causa di questi ritardi. Con naturalezza il dg ci comunica che a causa dei ritardi della sua Asl e del Comune Pegaso non avrà più la stessa capacità, in termini di tempo, che aveva quando lui è subentrato. Ricordo che è lui il responsabile del servizio: mi domando come potrà spiegare ai familiari di una vittima di incidente, che il ritardo nell'intervento è stato dovuto alla lontananza dell'eliporto, posto al Savoia. Quindi forse si salveranno in extremis i finanziamenti, i parcheggi invece di aumentare diminuiranno ed i lavori cominceranno solo nel 2011 (si parla di giugno). Spero che Bonifazi non sia dispiaciuto solo per il fatto che, in quella data, la posa della prima pietra non potrà essere un efficace spot elettorale per le amministrative. In questa incresciosa vicenda emergono le inettitudini colpevoli della giunta Bonifazi che sta dimostrando il grado di lassismo e di pressappochismo politico che è ormai marchio di fabbrica: se si considera che il tema è quello delicato del diritto alla salute dei cittadini, l'assenza totale di senso civico suona come un triste epitaffio su una gestione della cosa pubblica che lascia attoniti i cittadini che non abbiano più la forza di indignarsi.
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