Il Tirreno

Grosseto

Claudio Giannini prese a martellate una commercialista della quale si era invaghito

Lo stalker è nell'ospedale psichiatrico

Pierluigi Sposato
Lo stalker è nell'ospedale psichiatrico

È stato giudicato incapace di intendere e di volere e socialmente pericoloso

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GROSSETO. Era totalmente incapace di intendere e di volere quando aveva preso a martellate la donna di cui si era infatuato, seppur totalmente non ricambiato. Lo è anche adesso. E soprattutto è socialmente pericoloso. Claudio Giannini, 37 anni, originario di Campiglia Marittima e residente a Scarlino, un tempo venditore di auto e poi promotore finanziario, arrestato nel luglio scorso per un eclatante caso di stalking nei confronti della commercialista Barbara Signori, esce dal carcere ma entra nell'ospedale psichiatrico giudiziario di Montelupo Fiorentino.

Una misura di sicurezza della durata di 2 anni (con controlli periodici) decisa dal giudice delle indagini preliminari Marco Mezzaluna una volta letta la perizia psichiatrica del dottor Romano Fabbrizzi, da lui stesso incaricato. «Il giudice non poteva fare diversamente - dice a proposito dell'ordinanza l'avvocato Carlo Valle, difensore di Giannini - Noi stiamo comunque cercando una struttura alternativa all'Opg».

Perché Giannini, anche secondo la difesa, è una persona che ha bisogno di essere curata. E la dichiarazione di incapacità intellettiva, se confermata, sarà una causa che escluderà la punibilità: nessuna condanna penale, insomma, ma comunque un percorso terapeutico più o meno lungo. La perizia sarà discussa il 15 novembre. Prima che scadessero i termini di carcerazione previsti dall'ordinanza di custodia cautelare, il 20 ottobre, il giudice ha applicato la misura: «Una misura inedita - dice l'avvocato Marco Calò, che tutela la vittima - opportunamente applicata dal giudice».

Giannini soffre di un disturbo delirante, secondo il perito, dimostra di non avere capacità critica ed è stato mosso - nell'episodio delle venti martellate vibrate sul lungomare di Follonica il 16 luglio scorso - da una volontà punitiva. Perché l'uomo crede di essere stato preso in giro da lei. In altre parole, anche se la donna si è dimostrata sempre contraria a intraprendere qualsiasi tipo di relazione con lui, Giannini avrebbe interpretato in modo distorto ogni comportamento della Signori: sguardi, gesti, parole e gli stessi rifiuti, nella mente di Giannini, sarebbero diventati manifestazioni di interesse della donna nei suoi confronti.

Un delirio interpretativo iniziato otto anni prima, nella piscina di Gavorrano, dove lui aveva visto per la prima volta la donna e se ne era innamorato: «Lei veniva negli stessi orari, entrava nella mia stessa corsia...». E tanto sarebbe bastato a Giannini per credere che la donna avrebbe acconsentito a essere corteggiata da lui. Le denunce che la Signori aveva presentato negli anni non l'avevano né scoraggiato né indotto a capire cosa la donna provava davvero per lui. Nemmeno quando gli aveva detto che per lei, lui era «nessuno». E quando lui aveva saputo che lei aveva una relazione, ecco scattare nella sua mente la volontà punitiva: la bici, il martello, l'inseguimento sul lungomare, l'aggressione.

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