La manifestazione
Tre indagati per la morte in cava
Federico Lazzotti
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VITTIMA. Leonardo Fracassi Muletto non idoneo, i vertici dell'azienda accusati di omicidio Ieri l'autopsia: ucciso dal roll-bar, oggi alle 15 i funerali
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GROSSETO. Sono tre gli indagati per l'incidente sul lavoro che mercoledì è costato la vita a Leonardo Fracassi, l'operaio di 47 anni rimasto schiacciato sotto a un muletto. Si tratta di Vincenzo Campiglia, presidente del cda della Roccastrada Gessi, Giuseppe Beltrami, direttore della cava e Pietro Randazzo, il cosiddetto sorvegliante dei lavori. L'accusa, per tutti, è omicidio colposo. Gli avvisi di garanzia sono stati consegnati nella tarda mattinata di ieri mentre i colleghi dell'operaio rimasto ucciso erano in sciopero e poco prima che iniziasse l'autopsia sul corpo della vittima all'obitorio di Grosseto. Gli esami autoptici eseguiti dallo staff di medicina legale dell'università di Siena e voluti dal pubblico ministero Maria Navarro che coordina le indagini hanno accertato che la morte sarebbe dovuta allo schiacciamento causato dal roll-bar del muletto. Dunque - dai primi accertamenti - nessun malore avrebbe innescato il ribaltamento del mezzo. Ecco perché le indagini dei carabinieri di Roccastrada e dei tecnici della medicina del lavoro si stanno concentrando sulle norme di sicurezza all'interno della cava per verificare se al momento dell'incidente fosse tutto in regola. Al centro dell'inchiesta è finito il muletto sul quale Leonardo Fracassi stava viaggiando, scarico e in leggera salita, intorno alle 14 di mercoledì. Da una prima ricostruzione degli inquirenti sembra che il modello usato dall'operaio per spostarsi all'interno della cava potesse circolare soltanto in zone chiuse e non all'aperto come invece stava facendo. Un altro elemento sul quale stanno eseguendo gli accertamenti i periti riguarda il sistema di allaccio del guidatore. «In alcuni modelli - spiegano gli esperti - se il guidatore non si attacca la cintura accade quello che ci capita ogni giorno se non mettiamo le cinture in auto: o la macchina non parte oppure c'è quel fastidioso suono». Sembra che l'operaio al momento in cui si è ribaltato non avesse la cintura. Saranno ulteriori accertamenti sul muletto, sequestrato dagli investigatori, ad appurare se il mancato allaccio sia da ricondurre a una negligenza da parte del lavoratore oppure sia da attribuire ai vertici dell'azienda che non lo hanno messo in condizione di lavorare in sicurezza. Al termine dell'autopsia, il corpo di Leonardo Fracassi è stato restituito alla famiglia. Oggi pomeriggio alle 15 a Roccastrada sono in programma i funerali dell'operaio morto a 47 anni.
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