Sicurezza
Lo scatto rubato gli costa la multa
Francesca Ferri
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OCCHIO ELETTRONICO. Il varco allingresso del centro storico L'odissea dell'automobilista pizzicato nella Ztl senza entrare dentro le mura
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GROSSETO. Uno scatto rubato. Potrebbe essere questo il titolo della storia che ha per protagonista un cittadino grossetano, Mario Luciani, e la sua auto, finita nell'obiettivo delle telecamere al varco della Ztl a Grosseto. Un titolo più che calzante ma a patto che se ne conservi il senso letterale. Perché quella foto alla targa dell'auto è costata al signor Mario 87 euro di ammenda ingiustificata e oltre quattordici mesi di battaglie per dimostrare la propria buona fede. «Un furto di tempo e denaro - spiega Luciani - e ancora non è finita». La vicenda suonerà familiare a molti. Nell'estate del 2009, all'indomani dell'inaugurazione del sistema di video sorveglianza del varco della Ztl di Porta Corsica, una pioggia di multe per ingressi di auto non autorizzati oltre il confine cadde su ignari automobilisti anche se questi non avevano mai messo piede, pardon ruota, dentro l'area a traffico limitato. Il pasticcio lo avevano combinato le stesse telecamere di controllo. Orientate in modo che l'inquadratura coprisse anche l'area al di fuori del limite consentito, avevano "generosamente" incluso tra i trasgressori della Ztl anche chi era solo passato lì davanti o aveva accostato per fare il permesso provvisorio. Il caso fu sollevato grazie alle lamentele di diversi automobilisti e di uno in particolare, il signor Luciani, per l'appunto. È stato anche grazie a lui che la Municipale ha riconosciuto l'errore e rimediato, riposizionando l'occhio elettronico, stringendo l'inquadratura sull'ingresso effettivo e cancellando tutte le multe illegittime. Tutte tranne la sua. «Eppure il mio caso è lampante - spiega Luciani - ed è la stessa foto scattata dalla telecamera dei vigili che lo dimostra». Immagini alla mano, l'uomo mostra la sua Panda ferma al limite della Ztl ma non all'interno. «E come si vede chiaramente - spiega - avevo anche la retromarcia inserita». Da quel momento sono iniziate le peregrinazioni agli uffici di piazza La Marmora, le mattinate perse per le code agli sportelli, le telefonate. «Il 15 febbraio scorso ho chiesto ufficialmente l'annullamento - spiega Luciani - ma in modo a me inspiegabile non me lo hanno accordato. Mi sono quindi rivolto al prefetto, ma allo scadere del termine per il ricorso due settimane fa ancora non avevo ricevuto comunicazioni e, dunque, ho dovuto perdere un'altra mattinata per capire che fine aveva fatto la pratica. Sono stato "ripescato" solo per un vizio di forma, perché avevo chiesto di essere convocato e non mi hanno chiamato». Luciani, che denunciò il suo caso sulla stampa proprio all'indomani della richiesta di annullamento, non si perde d'animo ed è convinto che questa sia la volta buona. Ma solleva un dubbio: «In nessuna città le telecamere della Ztl sono montate a 14 metri dal varco come a Grosseto - spiega - ma sono installate sul confine esatto. In questo modo non c'è margine di errore». In attesa che l'ultima "svista" sia corretta, le telecamere sono tornate amiche dei cittadini. Oltre a controllare la Ztl, infatti, danno un'occhiata anche al rinnovato parco Pollini per tenere alla larga vandali e malintenzionati.
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