Il Tirreno

Grosseto

«Lo aveva sequestrato per un debito di droga»

<b>CARABINIERI</b> Eseguirono gli arresti nel 2007
◗
CARABINIERI Eseguirono gli arresti nel 2007

Quattro anni e mezzo a un albanese imputato anche di tentata estorsione

2 MINUTI DI LETTURA





 PORTO S.STEFANO. Quattro anni e mezzo, più 450 euro e l'interdizione dai pubblici uffici per 5 anni. È la condanna - con lo sconto del rito abbreviato - per Bashkim Halilaj, albanese di 30 anni, imputato di tentata estorsione, sequestro di persona, violenza privata e violazione di domicilio.  Un rapimento per debiti di droga, 2.000 euro, con l'utilizzo di una pistola. All'udienza preliminare doveva rispondere di quanto avvenuto la notte del 16 settembre 2007, in una casa del centro storico di Porto S.Stefano. Le stesse imputazioni di Amarildo Bici, 35 anni, suo connazionale, che ha invece scelto il dibattimento (udienza il 15 giugno). Entrambi erano stati arrestati. L'uomo minacciato con l'arma sarebbe stato preso per la gola e per le braccia, sollevato dal letto, costretto a seguire i due fuori casa in auto guidando fino a Cala Piccola e minacciato di spezzargli le gambe. I due si erano presentati una prima volta ma si erano allontanati dopo che il fratello della compagna aveva spiegato che "Piero" non abitava più lì. Erano tornati poco dopo vincendo ogni resistenza: «Stai zitto altrimento ammazziamo anche te, anche perché prima ci hai detto una cazz...».  Il giudice Pietro Molino - che ha adesso depositato le motivazioni della condanna - sulla base delle dichiarazioni convergenti della vittima, della sua convivente e del fratello di quest'ultima, ritiene pienamente colpevole Halilaj. E non è convinto dalla tesi difensiva (avvocato Marco Calò) secondo la quale i due albanesi si sarebbero presentati a casa per chiedere il libretto di circolazione di una Bmw venduta a un altro albanese poi arrestato in Umbria: perché i documenti che la vittima era stata costretta a prelevare erano quelli della propria Bmw. Anche se la vittima era stata reticente - voleva minimizzare, aveva un atteggiamento reticente, temeva per l'incolumità dei suoi cari - i racconti sono credibili. L'uomo avrebbe dovuto consegnare a Halilaj e a Bici l'auto propria e il ciclomotore della compagna a titolo di anticipo per i 2.000 euro non pagati per forniture di sostanze stupefacenti (1.300 ad Halilaj, per cocaina presa tra il 2006 e il 2007 allo stadio di Bastia Umbra, e 700 a Bici, per un acquisto del febbraio 2007 a Perugia). La vittima era stato raggiunto da una telefonata dei carabinieri (avvertiti dalla compagna) dopo essere tornato a casa per consegnare auto e ciclomotore come da accordi. Non vengono concesse le attenuanti perché Halilaj - detenuto in via Saffi - non ha mai manifestato pentimento né ha iniziato un percorso di rieducazione. E non ha mai offerto un risarcimento.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Finanza

Pisa, sequestrati oltre 118mila prodotti falsi: dalle carte da gioco alle griffe della moda - Valore 650mila euro

di Redazione Pisa