Il Tirreno

Grosseto

Il sedicente addetto alla manutenzione incassa 90 euro e rilascia pure ricevuta

Riecco la truffa ai negozianti

Emilio Guariglia
<b>POLIZIA </b>alla caccia del finto tecnico che truffa i negozianti grossetani
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POLIZIA alla caccia del finto tecnico che truffa i negozianti grossetani

Come un anno fa: torna il falso tecnico degli estintori

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 GROSSETO. Allarme rosso per commercianti e artigiani maremmani: il principe delle truffe è tornato sulla piazza. Che sia proprio lui - il "gentleman" livornese pizzicato e denunciato nello scorso gennaio dopo un colpo a Grosseto - o un suo degno erede, lo dovrà accertare la polizia, già sulle tracce dell'imbroglione "bis". Di certo tecnica e modalità della truffa sono perfettamente identiche. E ancora una volta le vittime sono i negozianti, fregati con la scusa degli estintori.  Chi ha la memoria buona ricorderà il caso. A fine gennaio la polizia identificò e denunciò un uomo che entrava nei negozi spacciandosi per addetto della ditta incaricata di fornire e revisionare gli estintori: dava un'occhiata agli apparecchi, poi presentava fattura e si faceva pagare il compenso per il controllo periodico, 90 euro. Un giochino facile facile, che veniva alla luce solo quando i veri tecnici Antiflamme passavano per il vero controllo, e si sentivano dire dal commerciante di turno «ho già dato». Il 19 dicembre 2009 il truffatore colpì in un negozio di abbigliamento su Corso Carducci. Qui però le telecamere interne lo ripresero in azione, e circa un mese dopo la polizia lo denunciò. Si scoprì così che il falso tecnico - un 58enne di Livorno - era un vero professionista del settore, capace di colpire da anni in mezza Italia e sempre con lo stesso sistema.  Un sistema così efficace che proprio ieri mattina qualcuno ha provato a usarlo, papale papale, in un negozio di bigiotteria in centro storico a Grosseto. Tutto identico, persino la tariffa di 90 euro neppure aggiornata dall'inflazione. La titolare, però, ieri non solo non ha pagato, ma ha pure avvertito l'Antiflamme quella vera, la ditta grossetana con sede in via Birmania. Ovviamente, mentre dal negozio partiva la telefonata alla ditta, il furbetto si dileguava. E così ora è di nuovo uccel di bosco, braccato dalla polizia che ha raccolto la denuncia dei titolari di Antiflamme snc e che deve capire se del solito professionista livornese si tratta o di un suo perfetto "clone".  Di certo, e questo è il dato più inquietante, l'episodio di ieri ne porta alla luce molti altri identici consumatisi l'estate scorsa, sempre a Grosseto. I titolari di Antiflamme, infatti, sono stati costretti a sporgere almeno tre denunce - fra il 9 giugno e il 6 agosto - per altrettanti "colpi" del finto tecnico nei negozi cittadini: in un centro di estetica di via Sauro, da un parrucchiere in zona Cittadella e in un alimentari di via De Pretis. Mentre diverse segnalazioni, nello stesso periodo, sono giunte da Castiglione e Punta Ala.  Per l'azienda grossetana questa vicenda è un danno grave, anche all'immagine. A giugno, per esempio, un artigiano chiamò la ditta lamentandosi per l'incredibile aumento della tariffa sulla revisione, passata di colpo dai soliti 14,40 euro ai fatidici 90; peccato che l'aumento fosse stato deciso dal truffatore.  Anche per questo i titolari di Antiflamme snc non ne possono più. E dunque lanciano un appello a tutti i commercianti affinché prestino attenzione. «I nostri incaricati - scrivono in un volantino in distribuzione a tutti i loro clienti - sono riconoscibili da un tesserino completo di foto, nome e cognome; e viene rilasciato documento fiscale prestampato dalla nostra società dopo aver effettuato le prestazioni». Occhio perciò a quel «soggetto» che si aggira «spacciandosi per manutentore antincendio come Grosseto Estintori - Antiflamme (scritto a mano nella parte alta della ricevuta, classico blocchetto di ricevute acquistato in cartolibreria) chiedendo un corrispettivo di circa 90 euro per le prestazioni fatte».  Questo qui è un imbroglione. Forse il principe della truffa in persona, forse un suo fedele discepolo. L'importante è non abboccare.

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