Il Tirreno

Grosseto

LE INDAGINI

Giallo sul muletto della morte Oggi l'autopsia sull'operaio

Federico Lazzotti
<b>FERITO.</b> Simone Belardi
◗
FERITO. Simone Belardi

2 MINUTI DI LETTURA





 GROSSETO. Si concentrano sul muletto della morte i dubbi degli inquirenti che stanno indagando sul decesso di Leonardo Fracassi, l'operaio di 47 anni rimasto schiacciato dal roll-bar nella cava di Roccastrada. Il mezzo poteva essere impiegato in quel tratto? E ancora: Sono state rispettate le misure di sicurezza? Queste le due domande alle quali cercano di rispondere i carabinieri di Roccastrada e i tecnici della medicina del lavoro coordinati dal pubblico ministero Maria Navarro che tra ieri e mercoledì hanno sequestrato il muletto e ascoltato i colleghi della vittima. «Per ora - spiegano - non ci sono persone iscritte nel registro degli indagati».  Il sostituto procuratore, in attesa delle relazioni degli esperti, ha disposto per oggi pomeriggio alle 13.30 l'autopsia sul corpo dell'operaio. Più che rispondere alla domanda sulle cause della morte, avvenuta per schiacciamento, il pm vuole accertarsi che un malore non possa aver innescato uno svenimento e il ribaltamento del mezzo sul quale l'operaio stava lavorando.  Sono due i sospetti degli investigatori che riguardano il muletto usato da Fracassi per il trasporto di alcuni materiali. Il primo è sull'omologazione del mezzo per certi tipi di lavori. Infatti, il modello utilizzato dall'operaio potrebbe essere omologato soltanto per trasporti interni e non esterni come invece sarebbe avvenuto mercoledì. L'incidente, per l'appunto, si è verificato in un tratto di cava pianeggiante, in leggera salita, come hanno potuto accertare dai rilievi gli inquirenti.  Secondo una prima ricostruzione poi, nel momento nel quale il muletto si è ribalto sarebbe stato scarico. «Stava andando a caricare del materiale - spiegano gli investigatori - se fosse stato carico, forse avrebbe avuto maggiore stabilità e più difficoltà a ribaltarsi». Ruote piccole e alte sono le caratteristiche di una macchina che gli esperti definiscono «estremamente pericolosa per la sua instabilità». Ecco perché sono due gli accorgimenti richiesti per garantire la sicurezza di chi la guida. Il primo è il roll-bar che dovrebbe proteggere dal telaio. Il secondo sono le cinture di sicurezza. Se il primo era installato in modo corretto, ci sono invece dubbi sulla regolarità del sistema di aggancio. «In alcuni modelli - spiegano gli esperti - se il guidatore non si allaccia la cintura accade quello che ci capita ogni giorno se non mettiamo le cinture in auto: o la macchina non parte oppure c'è quel fastidioso suono». Nella cava è rimasto il silenzio e i dubbi degli inquirenti.  

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa