Il Tirreno

Grosseto

Picchiava la madre: assolto

<strong>BOTTE.</strong> Alla madre
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BOTTE. Alla madre

Arrestato dai militari e scagionato dalla perizia psichiatrica

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GROSSETO. Per anni ha picchiato, minacciato, e maltrattato la madre facendosi consegnare almeno 12 mila euro. E quando lei si rifiutava la costrigeva a dormire nella sala d'attesa della stazione. Il figlio, 29 anni, era stato arrestato due anni fa dai carabinieri. La perizia psichiatrica alla quale è stato sottoposto ha accertato che è «incapace di intendere e volere». Ed è stato scagionato. Il giudice Marco Mezzaluna ha disposto per l'imputato il ricovero in un ospedale psichiatrico per un tempo non inferiore a due anni.  Il giovane era accusato, tra le altre cose, di lesioni e minacce sia nei confronti della madre che nei confronti della sua badante. Il 18 giugno del 2008, infatti, quest'ultima era stata aggredita. «Dammi le chiavi della macchina - le aveva detto il giovane - tanto non scappi: ti brucio gli occhi». La signora era stata salvata in quell'occasione da alcuni passanti che avevano sentito le grida.  Grida che nessuno, invece, ha sentito all'interno della casa quando il ragazzo minacciava e picchiava la madre. I carabinieri del nucleo invetigativo hanno ricostruito diversi episodi durante i quali la signora è stata maltratta. I referti medici parlano di lesioni personali consistenti: «in ematoma padiglione auricolare sinistro, edema ed eritema a quello destro». Oppure di ecchimosi sulle braccia e sulle gambe. Ferite che sarebbero state procurate con pugni e calci in più occasioni. Le lesioni - secondo gli inquirenti - erano mirate a farsi consegnare il denaro. Secondo quanto hanno ricostruito i carabinieri, il figlio si sarebbe fatto consegnare prima diecimila euro e poi altri duemila.  L'arresto dell'allora ventisettenne è avvenuto il 27 ottobre di due anni al termine dell'ennesimo litigio tra il figlio e la madre. Il ragazzo è riamsto poco meno di sei mesi in carcere prima di essere trasferito in una struttura ospedaliera specializzata. L'ultimo passo dell'avvocato difensore, Ilaria Vichi, è stato quello di cheidere la perizia psichiatrica che ha accertato «un grave disturbo della personalità». (f.l.)

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