Il Tirreno

Grosseto

Muore schiacciato dal muletto

Federico Lazzotti
<strong>IL CARRO FUNEBRE </strong>porta via la salma
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IL CARRO FUNEBRE porta via la salma

Tragedia nella cava di gesso a Roccastrada, vittima un operaio

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ROCCASTRADA. Dalla cava della morte poco prima di sera esce un carro funebre. Sopra c'è una bara bianca, dentro lo stabilimento scavato nella montagna ai piedi di Roccastrada resta una croce in gesso. C'è scritto Leonardo Fracassi, 46 anni, un figlio di 13 anni e una moglie che ha avuto un malore quando ha saputo che il marito, da vent'anni operaio in cava, era morto: schiacciato dal roll-bar mentre a bordo di un muletto trasportava detriti in ferro destinati in discarica. Meno di due mesi fa, il 27 agosto, un altro dipendente della stessa ditta era rimasto vittima di un incidente simile, a poche centinaia di metri di distanza da dove è avvenuto quello di ieri: il camion si era ribaltato mentre trasportava detriti schiacciando la schiena dell'operaio. Simone Belardi è sopravvissuto, ma «resterà paralizzato», hanno detto i medici.  «Due incidenti in cinquanta giorni - spiega un collega dei due - sono troppi. Il problema è che in periodi di crisi tutti tagliano: la tecnologia va avanti e gli investimenti in sicurezza restatno uguali, o peggio diminiuscono». E poco importa se l'unica dichiarazione ufficiale di dipendenti e proprietari recita così: «Per rispetto alla famiglia preferiamo il silenzio».  Ma il timore c'è. E non è un caso che per stamani alle 9, nel piazzale della cava, i sindacati hanno indetto una assemblea. «Ci guarderemo in faccia - spiega Lorenzo Centenari, segretario provinciale della Cgil, tra i primi ad arrivare a Roccastrada - e con gli operai decideremo che cosa fare. Come muoverci». Non è escluso che al termine del confronto i dipendenti della Roccastrada gessi, una settantina in tutto, decidano di incrociare le braccia e indire uno sciopero.  La Procura di Grosseto ha già aperto un'inchiesta per capire cosa è successo nella cava tra le 14 e le 14.30 di ieri. Secondo una prima ricostruzione degli inquirenti, coordinati dal pubblico ministero Maria Navarro, l'operaio era alla guida di un muletto. «Stava trasportando ferraglia destinata in discarica», hanno raccontato i colleghi. Pare che il mezzo, in quel momento, stesse percorrendo un leggero tratto in salita. Con Leonardo Fracassi, lavoravano altri due colleghi: uno all'interno dell'ufficio, l'altro su un camion. Entrambi sono stati ascoltati dai carabinieri di Roccastrada.  È stato il secondo ad accorgersi che il muletto si era ribaltato. «Siamo corsi da lui - hanno raccontato - era rimasto schiacciato sotto il roll-bar. Così abbiamo preso un altro mezzo e lo abbiamo liberato». Troppo tardi, troppo gravi i danni cerebrali subiti dall'operaio durante l'impatto. Il pubblico ministero ha disposto l'autopsia ma restano da chiarire diversi dubbi, in particolare sulle condizioni di sicurezza al momento in cui il muletto si è rovesciato: l'operaio indossava la cintura? Il mezzo era in ordine con la revisione? E infine: poteva affrontare quel tratto di strada dissestata e in salita? Il sopralluogo di carabinieri e tecnici della medicina del lavoro è durato quasi quattro ore: la zona è stata recintata e il muletto sequatrato. Intanto in paese la voce della morte di Leonardo si è sparsa: dai colleghi, ai familiari fino agli amici. Manuela, la moglie dell'operaio, è proprietaria di un negozio di pasta fresca, dolci e casalinghi in piazza della Repubblica, nel centro di Roccastrada. All'ingresso è stato messo un cartello con la scritta: «Chiuso per lutto».  «Leonardo era un ragazzo molto riservato - racconta Amilcar Ferreira, il parrucchiere all'angolo - tutti i giorni passava dalla moglie a salutarla ogni tanto veniva a farsi capelli qui. Ho sempre avuto l'impressione di avere davanti a me una persona umile». Leonardo nella cava ci ha passato tutta la vita: «Suo padre - spiega un collega - era il custode. Lui è entrato poco più che ragazzo». Nella villa di via San Martino, in località Vigna Murata, dove vive tutta la famiglia Fracassi, sono arrivate le condoglianze dell'ex sindaco di Roccastrada, ora presidente della Provincia, Leonardo Marras, e del deputato Pd Luca Sani. All'ingresso della casa le lacrime della suocera: lasciateci soli».

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