Sicurezza
I grandi castagneti verso la salvezza
Fiora Bonelli
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AMIATA. Uno dei tanti castagneti A novembre verrà immesso l'imenottero antagonista del Cinipide
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MONTE AMIATA. Bel colpo per il castagno del Monte Amiata, attaccato dal famigerato cinipide cinese, con la minaccia di scenari disastrosi per i raccolti dei prossimi anni. Ma il futuro non sembra più così nero. Nel mese di novembre, infatti, in un isolato castagneto amiatino, sarà immesso l'imenottero antagonista del Cinipide Galligeno, che entro 3-4 anni, dovrebbe essere in grado di fronteggiare gli attacchi dell'insetto infestante e impedire lo sterminio di una delle risorse più importanti dell' Amiata. Chi ha lavorato senza sosta per arrivare a questo risultato positivo è Lorenzo Fazzi, che guida l'associazione della castagna Igp, presidente dell'associazione Europea Castanea di cui fanno parte tutti i Paesi Cee e coordinatore di un tavolo nazionale per il piano strategico per la risorsa castagna. «Ce l'abbiamo fatta - spiega Fazzi -, perché una delle tre location in Toscana dove saranno preallevati gli antagonisti del Cinipide, è l'Amiata. Lo alleveremo in un castagneto ad hoc, lontano dalla fascia castanicola da frutto, poi lo faremo riprodurre e fra 3-4 anni sarà immesso dove serve, ma non avremo anni sguarniti di difesa, perché nei 3-4 anni di preparazione dell'antagonista, i "lanci" sul Monte Amiata, saranno a cura della Regione». Insomma, un grande successo, dovuto ad una politica preventiva lungimirante. Al momento le perdite subite in Amiata a causa de cinipide sono irrilevanti. Fazzi dice: «La produzione dei castagneti amiatini (2800 ettari) è a posto e se i danni dell'insetto assassino avranno 4 anni per manifestarsi, noi saremo attrezzati per difenderci». Al momento, dunque, a metà castagnatura, il 2010 è considerato una buona annata: «Siamo - continua Fazzi -, per quantità, leggermente superiori alla media consueta per i nostri castagneti. La pezzatura è forse, appena sotto la media. Fatta eccezione per il marron buono che è bellissimo. Poco il bacato, prezzi buoni finora, ma che, come supponevamo, stanno lentamente scendendo (il prezzo ha retto fino a metà ottobre a 1,80 per le castagne che adesso vengono pagate 1,60). Ma siamo soddisfatti comunque». Fazzi commenta, quindi, i problemi legati alla commercializzazione. «Noi - afferma -, seguiamo il metodo tradizionale di commercializzazione della castagana. Si è arenato, per il momento, il progetto di commercializzazione particolare della castagna Igp, ma siamo convinti - prosegue -, che, se andranno in porto progetti nazionali, potremmo promuovere il prodotto castanicolo con tutti gli strumenti più efficaci, con beneficio economico di tutti (produttori, commercianti, trasformator), per lanciare in modo forte la castagna Igp nel mercato». Intanto Fazzi sta tirando le fila di un importante evento che avrà luogo ad Arcidosso dal 18 al 21 novembre. Si tratta di un concorso nazionale per dolci alla castagna, lo stesso che l'anno scorso fu tenuto a Cuneo. «Sarà - dice - un'occasione importante non solo per i castanicoltori, ma anche per l'immagine stessa dell'intera Amiata».
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