Il Tirreno

Grosseto

Palazzo sversa, da mesi puzza e topi. Negozianti furiosi

Fontana di escrementi via Adige non ne può più

Emilio Guariglia
<b>LA POZZA </b>della vergogna in via Adige In alto la presidente del Centro Concetta Relli
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LA POZZA della vergogna in via Adige In alto la presidente del Centro Concetta Relli

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 GROSSETO. «Presidente, siamo nella m...». Così - giura Concetta Relli, presidente (quota Pdl) della Circoscrizione centro - hanno esordito al telefono i commercianti di via Adige che ieri mattina le hanno chiesto aiuto. E insomma, verificata la natura del problema, bisogna dire che l'immagine non è per niente metaforica.  Da mesi, infatti, dal marciapiede davanti al numero civico 40 (un condominio) sgorgano escrementi, in forma solida e liquida. Il materiale organico - che viene dal sovrastante palazzo - produce una pozza a cielo aperto permanente. Paradiso delle mosche e - giura chi vive o lavora lì intorno - dei topi che vi sguazzano beati. Il risultato è un odore (chi scrive può certificare) a dir poco nauseabondo, che permea in pianta stabile quest'angolo di città e che allo spirare dei venti si spande per decine di metri intorno. Arriva - per esempio - ai tavolini del vicino Bim Bum Bar, indesiderata "correzione" del caffè; o al dirimpetto centro per l'udito, dove almeno (per fortuna) non migliorano l'olfatto. Per non parlare del negozio di salumi o dell'agenzia di viaggi, nella quale i clienti se non altro sono invogliati a partire il prima possibile.  In realtà c'è poco da scherzare. Il problema è serio e danneggia tante attività economiche, oltre a essere un pessimo spettacolo e un rischio igienico per tutti, compresi - dice la Relli - i bimbi delle vicine scuole elementari «che passano di qui». A renderlo ormai insopportabile c'è il fattore tempo: «È così da almeno un anno», spiega il titolare del bar. E da almeno un anno fioccano, inascoltate, le segnalazioni. Comprese (era la fine di agosto) quelle a mezzo giornali. A rimediare deve essere un soggetto privato (il condominio), «ma - tuona Concetta Relli, colta da malessere per i miasmi - invece di tagliare nastri a destra e a manca il sindaco dovrebbe intervenire subito qui». Come? «Con un'ordinanza che imponga al condominio l'immediata esecuzione dei lavori». I commercianti, infatti, spiegano di aver visto i vigili urbani in sopralluogo, settimane fa, e poi nulla. Se non due transenne intorno alla pozza fetida e un tubo che dalla pozza stessa dovrebbe drenare il liquame in un tombino delle acque chiare (?), ma che di fatto è ingolfato.  Da parte sua il sindaco respinge la chiamata in causa e dà una buona notizia. «I vigili - assicura Emilio Bonifazi - hanno fatto il loro dovere. Già il 13 ottobre, ricevute tutte le autorizzazioni, la ditta incaricata dal condominio ha occupato il suolo pubblico comunicando l'avvio dei lavori per lunedì 18 ottobre. Poi però, per "mancanza dei tempi tecnici", ha comunicato di aver rinviato di sette giorni. Non c'è bisogno di ordinanza sindacale, perché il privato si è attivato». Dunque non resta che aspettare il 25 ottobre. E se poi i lavori dovessero slittare ancora, allora sì - allertata l'Asl - potrebbe arrivare l'azione d'autorità.

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