Il Tirreno

Grosseto

Monica Faenzi querela Grillo

Sotto accusa passaggi dello show del comico al Moderno

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 GROSSETO. Non è donna da grilli per la testa, ma un grillo che la assilla da oltre un anno c'è. È il "Grillo parlante" con accento genovese, Beppe, a cui la sindaca Faenzi farebbe fare volentieri la fine dell'omonimo personaggio collodiano. Non a colpi di martello ma di sentenze di tribunale, s'intende. E la seconda denuncia a suo carico l'ha inviata ieri, in risposta agli show di Grillo al Teatro Moderno: due monologhi di due ore l'uno, intrisi di politica, comicità e satira.  A Beppe Grillo la prima cittadina di Castiglione della Pescaia aveva dichiarato guerra un anno fa quando, insieme ad altre 18 senatrici e deputate e al loro collega Roberto Zaccaria, lo aveva denunciato perché, chiamato in commissione Affari Istituzionali a illustrare la proposta di legge popolare "Parlamento pulito", disse che sugli scranni romani sedeva anche «qualche zoccola».  «Beppe Grillo - spiega Faenzi - si è permesso di offendere le parlamentari, ma si è visto bene dal fare nomi e cognomi. Se ha le prove - e mi chiedo come potrebbe essere possibile, forse per sua esperienza diretta - lo dica, sennò non taccia. È come se io dicessi che tutti i comici sono corrotti...».  Nel mese scorso il Tribunale di Roma ha respinto le 19 querele bipartisan, tra le quali spiccano quelle di Binetti, Mussolini, Di Centa, ma nel suo spettacolo grossetano il comico non ha resistito e ha raccontato tutti i retroscena della vicenda. Con tanto di gigantografia di quelle che ha ribattezzato "Le extravergini", un maxicartellone con le foto delle diciotto onorevoli.  «Dissi - ha spiegato Grillo dal palco del Moderno - che la commissione e il parlamento non hanno nulla a che fare con la democrazia, che sei persone hanno scelto 993 amici, avvocati e qualche zoccola e li hanno eletti». La proposta dei 350mila di Grillo è stata accantonata ma, contemporaneamente, la teoria sulla "fauna" parlamentare ha innescato indirettamente la scintilla che ha fatto infuriare per la seconda volta il sindaco Faenzi. Sabato sera, infatti, qualcuno tra il pubblico grossetano ha riconosciuto nel maxischermo "Le extravergini" anche la prima cittadina di Castiglione, la cui foto appare in basso a sinistra.  «C'è anche la Faenzi», hanno esclamato dalla platea. «Sì - ha risposto Grillo dal palco - quella a cui piace costruire». Il riferimento era alle case per giovani coppie che la Faenzi ha ricavato dalla conversione di ex Rta e che ha scatenato una bufera nel palazzo comunale. Lo spettacolo al Moderno è proseguito senza strascichi polemici, ma l'episodio è arrivato alle orecchie del sindaco che non lo ha per niente gradito.  «Vedere un comico che usa la politica per la sua professione e la sua professione per fare politica è spregevole. Detesto Grillo, non mi è mai piaciuto ed è bene che si informi meglio sul mio operato. Sennò venga qua che gli spiego io come funziona l'amministrazione».  Il sindaco non ha perso tempo e, se durante la mattinata ha messo al lavoro i suoi avvocati «per fare degli accertamenti su quanto detto da Grillo», nel primo pomeriggio aveva già provveduto a denunciarlo per calunnia e diffamazione. «Non può muovere allusioni del genere e tanto pesanti senza uno straccio di prova e senza essere in possesso di documenti in merito - spiega Faenzi in una nota poi ribadita su Radio Dj dove è stata ospite di Platinette -. Se crede di essere migliore di noi amministratori, perché non prova a candidarsi come prossimo sindaco di Castiglione della Pescaia? Perché non prova lui a fare il sindaco a 1800 euro al mese? Lo aspettiamo come candidato sindaco di Castiglione alle prossime elezioni e vediamo quanti voti riesce a prendere e cosa riesce a fare per i cittadini». Francesca Ferri altro servizio a pag. 14  

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