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Grosseto

«Pochi postini sul territorio»

<b>RITIRO RACCOMANDATE.</b> Il nuovo ufficio di piazza Marconi
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RITIRO RACCOMANDATE. Il nuovo ufficio di piazza Marconi

La testimonianza: forze concentrate in città

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 GROSSETO. «Si allargano le zone di competenze e diminuisce il personale che si concentra sempre di più nella sede centrale». È questa la confidenza di un dipendente di Poste per spiegare la difficoltà di consegnare la corrispondenza, in particolare nelle zone limitrofe, per di più in una provincia frastagliata com'è quella di Grosseto.  Le ultime a denunciare i disservizi di Poste sono state proprio una sessantina di famiglia che abitano nella striscia di campagna che unisce Grosseto a Castiglione, (Casotto dei Pescatori, Squadre Basse, Cernaia) e che spesso ricevono le lettere in tempi biblici. Così hanno spedito un esposto al Prefetto chiedendo di risolvere i disagi.  Durante l'estate era toccato a decine di clienti, invece, lamentarsi per lunghe ore di attesa passate al caldo con raccomandata in una mano e un numerino dall'altra. Così era arrivato anche il sindaco Bonifazi a chiedere alla direzione di Pt e al prefetto di risolvere la situazione.  Disagi simili, ma di tutt'altra natura, erano già avvenuti in passato, in particolare nell'estate del 2007 quando arrivarono diverse segnalazioni di corrispondenza inviata e mai ricevuta. Ma la causa, in quell'occasione era stata un'altra. Dopo mesi di indagini, infatti, la polizia postale pizzicò un postino che invece di consegnare pacchi e lettere li portava a casa e li teneva per sé.  Claudio Mazzinelli, allora aveva 44 anni e da venti faceva quel lavoro. Venne arrestato per peculato. In pratica - secondo quello che ricostruirono gli inquirenti - tastava il contenuto di pacchi e lettere e quando sentiva che all'interno poteva esserci qualcosa di suo gradimento apriva.  Un gioco pericolosissimo durato diversi mesi. Ma un gioco troppo scoperto, quasi "ingenuo". Tant'è che, dopo una valanga di denunce per oggetti attesi e mai ricevuti, la polizia postale ci mise davvero poco a individuare il colpevole di quei misteriosi "ammanchi". Fu la stessa azienda, in quel caso, a segnalare l'eccesso di sparizioni. La procura di Grosseto vuole verificare se esistano degli emulatori del postino infedele o se invece i disagi nella consegna della corrispondenza riguardino la diminuzione del personale e l'organizzazione.

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