Il Tirreno

Grosseto

Consegna delle raccomandate, la Procura indaga su Poste

Federico Lazzotti
Consegna delle raccomandate, la Procura indaga su Poste

Aperto un fascicolo sulla gestione delle raccomandate

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GROSSETO. La procura di Grosseto ha aperto un'indagine sulle eventuali irregolarità da parte di Poste e dei suoi dipendenti nella consegna delle raccomandate. Un'inchiesta d'iniziativa partita alla fine di agosto in seguito al caos che si è creato all'ufficio di piazza Marconi e alle successive proteste di cittadini e istituzioni. Dalla polizia postale, delegata dal procuratore Francesco Verusio di effettuare gli accertamenti, non arrivano conferme (né smentite) sull'indagine. «In ogni caso, chiunque abbia avuto problemi - spiegano - può presentarsi nei nostri uffici». Negli ultimi mesi erano state decine le segnalazioni di attese infinite allo sportello per ritirare una raccomandata. In alcuni casi si è anche sfiorato lo scontro tra clienti e personale. Poi era stata la volta dei disservizi nella consegna, soprattutto nelle frazioni. Una situazione che ha spinto anche il sindaco Emilio Bonifazi a scrivere a Poste invitando a «risolvere il problema».

Quello che la procura vuole accertare è se dietro al caos ci siano irregolarità e più precisamente il reato di «omissioni in atti d'ufficio». In pratica ci potrebbero essere dei postini - secondo gli inquirenti - che in qualità di delegati di pubblico servizio non effettuerebbero le consegne non presentandosi a casa del destinatario oppure non suonando alla porta. Un meccanismo che avrebbe innescato, parallelamente al trasferimento dell'ufficio per il ritiro delle raccomandate in piazza Marconi, file abnormi, soprattutto nel mese di agosto. È sul collegamento tra questi due aspetti che si stanno concentrando gli inquirenti. Da quello che trapela dai primi accertamenti potrebbero esserci, però, altre concause, almeno secondo Poste. Nell'ultimo mese, infatti, gli agenti hanno ascoltato anche i vertici grossetani di Pt. E dagli uffici di piazza della Vasca sarebbero emersi numeri, sondaggi e studi che in qualche modo escluderebbero l'esistenza di postini infedeli. A cominciare da un sondaggio telefonico fatto a campione che riguarda il gradimento del servizio raccomandate.

I risultati dicono che soltanto poche unità hanno detto di essere «scontente». In più, nel mese di agosto, ci sarebbero stati almeno altri tre-quattro fattori a creare ritardi. Il primo riguarderebbe l'aumento della corrispondenza a firma, specie di cartelle esattoriali e di cartelle di rimborso del Coseca. Il secondo, invece, fa riferimento all'orario dell'ufficio che ad agosto «è rimasto chiuso nel pomeriggio». Infine sono spuntati i «numerosi dipendenti in ferie», a cui si sono aggiunte le difficoltà di trasferire il magazzino da una sede all'altra. Al centro del problema ci sarebbe, insomma, la scelta di trasferire il ritiro delle raccomandate in piazza Marconi in piena estate, in un ufficio di una venticinquina di metri quadrati con dieci sedie. Questo non è un reato, ma una scelta aziendale che potrebbe essere risolta.

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