Il Tirreno

Grosseto

Il postino non passa più Le frazioni in rivolta si preparano alla marcia

Gabriele Baldanzi
<b>IL POSTINO </b>Una figura che nelle zone rurali di Grosseto sembra scomparsa
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IL POSTINO Una figura che nelle zone rurali di Grosseto sembra scomparsa

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 GROSSETO. Altro che suonare due volte, qui il postino non bussa mai. Anzi, non passa proprio. Succede nella striscia di campagna che unisce come una cerniera Grosseto a Castiglione, nel cuore della Maremma amara: toponimi che i grossetani conoscono bene (Casotto dei Pescatori, Squadre Basse, Cernaia) ma che evidentemente Poste Italiane non riesce a ricordare, a metabolizzare.  Una sessantina di famiglie da mesi non riceve la posta o - nel migliore dei casi - la riceve a singhiozzo, per interposta persona, in mostruoso ritardo. «Un disservizio grave», lo definiscono i 112 firmatari di una petizione che da ieri si trova sul tavolo del Prefetto, del sindaco di Grosseto, e, ai vari livelli, sulle scrivanie dei vertici di Poste Italiane.  «Siamo un gruppo di abitanti serviti (si fa per dire) dalla zona di recapito nº 34 - spiega Cinzia Faccendi, una delle promotrici della protesta - ormai da diversi mesi il servizio postale viene effettuato con una sporadicità tale da potersi definire quasi inesistente. La consegna della corrispondenza, i pacchi, i periodici ai quali siamo abbonati, le stampe, le raccomandate, la promoposta, tutto arriva in cassetta (non sempre quella giusta) con intervalli anche di 10-15 giorni. Mi sembra quasi inutile sottolineare il grave disagio a cui siamo sottoposti, tenuto conto che in questa zona ci sono anche numerosissime aziende, prevalentemente agrituristiche».  E proprio in uno di questi agriturismo, 15 giorni fa, c'è stata un'animata assemblea dei cittadini che vivono al Casotto, a Cernaia, alle Squadre, nel corso della quale si è deciso di presentare un esposto in Procura e scrivere al Prefetto di Grosseto. Per molti, infatti, il disagio della mancata consegna della posta ha già avuto conseguenze di carattere economico.  Ma non finisce qui. «Ci chiediamo anche, preoccupati - prosegue Cinzia Faccendi - dove va a finire questa mole di carta (e non solo) non recapitata. Si trova forse giacente in qualche ufficio o è andata persa definitivamente? Ci piacerebbe saperlo. Le domande sorgono spontanee in forza della considerazione che in passato, quando il servizio funzionava in modo accettabile, tutti i giorni le nostre cassette venivano riempite. Oggi, invece, niente per settimane e settimane. Abbiamo notizie di bollette non recapitate e/o smarrite che hanno fatto scattare sanzioni per gli incolpevoli titolari delle utenze».  Ovviamente questi cittadini - che non vogliono rassegnarsi alla serie B a cui Poste Italiane sembra averli relegati - protesteranno finché il problema non verrà risolto. «Finora - si legge nella lettera inviata al prefetto - abbiamo riscontrato insensibilità e disinteresse da parte dell'ufficio postale competente. A questo punto temiamo anche che la situazione possa degenerare as opera di qualche "testa calda", malgrado le migliori intenzioni e gli sforzi di tutti noi". Intanto nei prossimi giorni verrà organizzato un corteo che porti la legittima e civile protesta di queste famiglie sotto le finestre degli uffici interessati. Si chiedono provvedimenti immediati, «altrimenti, tutti insieme, intraprenderemo le vie legali».

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