Il Tirreno

Grosseto

Il pesce fresco torna al mercato

Enrico Giovannelli
<b>ORMEGGIATI </b>I pescherecci lungo il canale del porto di Castiglione
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ORMEGGIATI I pescherecci lungo il canale del porto di Castiglione

Finito il fermo ittico, si calano di nuovo le reti in mare Periodo ideale per avere ottimi prodotti a prezzi bassi

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 CASTIGLIONE. Da un paio di settimane sui banchi del mercato è tornato il pesce fresco. Per tutto il mese di settembre infatti, la flotta delle paranze della Maremma era bloccata in banchina: fermo biologico. Una sosta forzata introdotta dalle autorità che ha molti aspetti, e che va sempre analizzata a mente aperta. Le polemiche sono all'ordine del giorno, soprattutto fra i pescatori che si sentono penalizzati, ignorati nelle loro istanze.  A Castiglione a fare il punto della situazione è Adolfo Ciampoli, presidente dell'associazione pescatori castiglionesi: «Iniziamo col dire che sono i pescatori una razza in estinzione - attacca Ciampoli - e non certo i pesci. Siamo una risorsa economica anche per la Toscana, e in questo senso andremmo tutelati anche noi».  Gli obiettivi del fermo biologico sono comunque molteplici, e anche Ciampoli, che non vuole rimanere su posizioni rigide, ne è consapevole: «Dal punto di vista delle penalizzazioni sono almeno due gli aspetti evidenti. In primo luogo il periodo scelto, settembre, non è quello giusto. Nella nostra costa ci sono ancora molti turisti, e questo penalizza fortemente il commercio. E come secondo punto - incalza - per il nostro mare non cambia sostanzialmente nulla dal punto di vista riproduttivo». Come sempre c'è anche il rovescio della medaglia: «Il fermo - continua il presidente dei pescatori - ci permette comunque di andare in ferie. E di svolgere magari tutti quei lavori di manutenzione alle imbarcazioni normalmente difficili da fare. Anche se, ripeto, settembre non è il mese migliore, visto che il tempo è ancora bello, mentre a ottobre le giornate sono più corte e il meteo già incomincia a farsi vedere con il mare mosso».  Chi di certo ci guadagna ora, alla ripresa della pesca, sono i consumatori. Ciampoli conferma: «Il nostro pesce cala di prezzo, è inevitabile. E se i pescatori da una parte ci rimettono, dall'altra i consumatori possono approfittarne. Settembre-ottobre per esempio, sono mesi ideali per le triglie. In questo periodo va molto la frittura. Ma anche seppie, calamari, mazzancolla, tutto il pesce azzurro, polpi, in generale sono di ottima qualità». Insomma sui banchi del pesce si possono fare affari: dalla sogliola, al nasello, dalla triglia allo sgombro. E poi il sugarello, i gamberi e le cicale, molto richieste, per non parlare dei polpi. La speranza per i pescatori è magari rivedere il periodo di fermo biologico: da concordare insomma, visto che ne va del lavoro di intere famiglie, e di una attività economica comunque radicata e importante del nostro territorio.

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