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Grosseto

«Così non si lavora più»

<b>MARCIAPIEDE.</b> Protetto dai paletti
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MARCIAPIEDE. Protetto dai paletti

Paletti sul marciapede davanti al bar Da Gigi «Sosta impossibile, costretti ad andare via»

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  SCARLINO. I paletti di fronte al bar Da Gigi sono stati messi facendo infuriare i gestori del bar, che, a loro dire, ne verranno penalizzati. «Se mi riesce abbandono Scarlino Scalo». Dicono.  La polemica tra i gestori del bar Da Gigi, in via Matteotti, e il Comune è nata ad inizio estate, quando il Comune preannunciò l'installazione dei paletti, per mettere in sicurezza un marciapiede proprio davanti al bar. «Molte auto arrivano, parcheggiano sul marciapiede per pochi minuti, non essendoci altri posti e ripartono, giusto per il tempo di comprare le sigarette o prendere un caffè - aveva detto uno dei gestori, Luigi Gennai a inizio estate -; il sottopassaggio (a pochi metri dal bar - ndc) è aperto dal '93 e non c'è mai stato nessun incidente. Mi chiedo come mai improvvisamente sia divenuto pericoloso nel 2010». Insomma, con quei paletti le macchine non potranno più fermarsi. Altro fatto che ha fatto arrabbiare i proprietari è per il numero dei pali: una decina e tutti, e solo, di fronte al bar. «Quando escono i bambini dalle elementari (a 20 metri dal bar - ndc) le macchine parcheggiano tranquillamente sul marciapiede - afferma Gennai - e le mamme si fermano anche qualche minuto in più, per fare due chiacchiere, lasciando i mezzi lì dove sono. E tutto sotto lo sguardo dei vigili». A peggiorare l'umore della famiglia Gennai è il contesto. «Hanno messo questi paletti in un punto in cui non è mai successo niente e non fanno niente per i veri problemi di questa strada. La velocità ad esempio. Scalo è diventato un autodromo». I gestori affermano che gran parte delle entrate deruvano proprio dalla vendita di sigarette e caffè. Adesso, con i paletti che impediscono la sosta provvisoria di potenziali clienti, al bar Da Gigi si iniziano a tirare le somme. «In questo modo - dicono - lo Scalo diverrà un luogo di transito. Se potrò andremo via, perché non posso pagare le tasse e ricevere questo trattamento». A. F.

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