Il Tirreno

Grosseto

Al posto della casetta uno stabilimento. Ieri nulla di fatto con la polizia municipale

Braccio di ferro sulla baracca

<b>FACCIA A FACCIA.</b> Ennesimo sopralluogo ieri mattina
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FACCIA A FACCIA. Ennesimo sopralluogo ieri mattina

Gli eredi al Comune: «Aspetti almeno la decisione dei giudici»

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 FOLLONICA. Ieri mattina la polizia municipale di nuovo di fronte al 191 di viale Italia. Il Comune, infatti, non si ferma, vuole indietro la baracca di proprietà di una famiglia aretina. A giugno una parte di quell'immobile che si trova tra l'Eden e il circolo velico, era stata sigillata e passata al Demanio Marittimo. Adesso manca l'altra parte della stessa baracca. Dove si trovano quelle casette dovrebbe infatti sorgere un nuovo stabilimento balneare.  I vicini di casa hanno aderito alla coop che darà vita alla struttura turistica. Ma i Turi, eredi di quella baracca, della loro famiglia dal 1924, dicono no. Quelle casette sono state costruite più di 80 anni fa su un terreno del Demanio, come abitazioni di pescatori, diventando, poi, seconde case. Allacci all'acquedotto, luce e gas pagati regolarmente, così come l'Ici, le baracche sono diventate veri e propri appartamenti, anche se non è mai stata chiesto un pagamento per la concessione del tratto. Ieri mattina la polizia municipale ha fatto presente ai proprietari che la serratura del locale era stata cambiata, ribadendo altresì che potrebbe procedere alla riacquisizione dell'immobile, anche qualora non ci fosse nessuno in casa. La famiglia aretina, ha spiegato che invece si dovrebbe aspettare sino alla decisione del Tribunale, fissata per il 18 novembre prima di fare qualsiasi azione di sgombero. «Mia moglie - spiega il marito di una delle due proprietarie -, per via anche di questa storia ha avuto problemi di salute, certificati. Difendiamo la casa che è della sua famiglia da 80 anni: qui sono cresciuti i nostri figli, noi ci sentiamo in parte follonichesi. Abbiamo inviato una lettera al sindaco per invitarla a rivalutare la questione, ma pare proprio che l'intenzione sia quella di andare avanti, e quello che sospettiamo è che si voglia avvantaggiare nuove operazioni per ridurre ancora più la spiaggia libera».

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