Sicurezza
Spaccia eroina al bar: arrestato
Federico Lazzotti
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POLIZIA. Patrizio Canale Parola In manette ex ultrà del Grifone, sequestrati 30 grammi di stupefacenti
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GROSSETO. Bastava avvicinarsi al bancone del bar Cortado e chiedere un «caffè corretto» per farsi servire al posto del più classico dei liquori una dose di eroina pesata e incapsulata in contenitori fluorescenti. Oltre alla correzione pare fossero speciali anche qualità e prezzo della droga: cinquanta euro per una dose. Al termine del blitz di lunedì mattina gli agenti della narcotici di quei contenitori ne hanno sequestrati un centinaio per un totale di circa trenta grammi. Ma durante i controlli gli agenti hanno trovato anche lasagne scadute a maggio, siringhe lasciate in mezzo alle cannucce e bomboloni congelati più volte, tanto da allertare l'Asl che ha avviato le pratiche per il ritiro della licenza. A gestire il bar della droga, al numero 32 di via Manetti - secondo gli investigatori - era Luca Barberini, 46 anni, detto "La Capra", una vecchia conoscenza del giro grossetano, ex ultrà biancorosso che fino a lunedì era in libertà premio dopo una condanna proprio per stupefacenti. Secondo quello che hanno potuto ricostruire gli inquirenti, Barberini da qualche mese aveva preso in gestione il locale. Così un po' per arrotondare l'incasso e forse un po' per attirare vecchi amici tra i clienti aveva messo su uno spaccio al dettaglio da affiancare alla vendita di brioche e cappuccini. A insospettire gli agenti, la settimana scorsa, lo strano via vai di persone che si concentravano in via Manetti. Così sono iniziati gli appostamenti davanti al bar. «Il giro che frequentava il locale - spiegano gli investigatori - era quello dei consumatori di droga, in particolare di eroina». Il blitz è scattato lunedì mattina quando nel locale c'erano una decina di clienti. «Il gestore ha cercato di scavalcare il bancone e scappare», proseguono dalla Questura. Quando è stato fermato aveva in tasca una busta di plastica con ottantaquattro capsule di eroina e 5.200 euro in contanti. Due contenitori simili sono stati trovati nella casa dove vive il barman, un altro, invece ce l' aveva addosso un cliente. «È la prova dello spaccio», hanno scritto gli inquirenti nel decreto di arresto. Così è stato possibile per gli agenti anche ricostruire il codice della droga dove bastava dire «caffè corretto» per acquistare eroina. Luca Barberini è stato fermato con l'accusa di detenzione e spaccio, l'altra mattina il giudice ha convalidato l'arresto e disposto il trasferimento in carcere dell'uomo fino al processo. Intanto il bar rimarrà chiuso in attesa che giustizia penale e amministrativa ne decidano il futuro. Per un caffè corretto sarà necessario cambiare bar.
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