La manifestazione
CIVITELLA
Museo contadino e vespasiani L'ira della Destra
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CIVITELLA PAGANICO. Il circolo di Area Destra (che si definisce «l'unica vera destra sul territorio») di Civitella Paganico, guidato da Emilio Ercoli, e coerentemente al suo agire segnala con una nota «le macroscopiche inefficienze e il lassismo che caratterizzano l'attuale amministrazione» del paese. Due esempi per tutto, tuona Ercoli: «Uno, il museo degli attrezzi della cultura contadina, voluto dalla precedente amministrazione e realizzato con i fondi europei nei pressi del vecchio cimitero, è ormai invaso da roghi e sterpaglie che ne testimoniano l'incuria e l'abbandono. Segno tangibile di un rifiuto, da parte di questa amministrazione, a promuovere la cultura, la tradizione e la specificità del territorio e dei suoi abitanti da tramandare alle giovani generazioni. Con il totale abbandono del museo si è anche svilito quel senso di appartenenza che tramite gli attrezzi e gli utensili da lavoro esposti e custoditi, testimoniavano le origini di quel mondo rurale dal quale tutti proveniamo e dal quale abbiamo attinto e forgiato il nostro sapere e il nostro modo di vivere, agire e operare». L'altro esempio scandaloso, secondo Ercoli, è un "vespasiano": «Nel centro del paese, dove ogni mercoledì si tiene il mercato e dove di solito circolano molte persone provenienti anche dalla campagna e dai paesi vicini, ci sono i servizi igienici pubblici. Servizi che languono in condizioni anti-igieniche vergognose. E la vergogna è tale che i residenti preferiscono affermare, a coloro che provenienti da fuori ne fanno richiesta, che i bagni pubblici a Civitella non ci sono. Quale responsabile politico di Area Destra di Civitella Paganico chiedo all'amministrazione comunale di dare sollecite risposte per porre fine al degrado garantendo un minimo di decoro e di igienicità e di impegnarsi nella salvaguardia e nella promozione della cultura e delle tradizioni. Le grandi opere possono essere ben accette ma solo dopo avere assicurato, con piccoli ma necessari interventi, la fruibilità dei servizi, le manutenzioni ordinarie e straordinarie e quel minimo di strutture e infrastrutture che sono alla base dello sviluppo sociale, culturale ed economico della comunità amministrata».
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