Il Tirreno

Grosseto

Mabro, cigs garantita dalla Regione

Francesca Gori
<b>L&#146;ACCORDO.</b> Ieri alla Regione garantiti gli stipendi delle lavoratrici Mabro a sinistra Nadia Perino
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L’ACCORDO. Ieri alla Regione garantiti gli stipendi delle lavoratrici Mabro a sinistra Nadia Perino

Settecento euro al mese ad ogni dipendente, l'Inps rateizza il debito

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 GROSSETO. Le vestaglie azzurre della Mabro, ieri, hanno tirato il primo lieve sospiro di sollievo. L'incontro a Firenze ha dato i suoi frutti: 700 euro al mese di stipendio per i dipendenti che sceglieranno la cassa integrazione straordinaria saranno pagati da subito dalla Regione.  La buona notizia è arrivata quindi ieri mattina a Firenze, dove l'rsu ha incontrato i funzionari della Regione che stanno seguendo la vertenza della Fashion Tuscany group. E anche altre caselle del complesso puzzle che compongono la Mabro stanno andando al loro posto. Oltre all'anticipo della cigs, che sarà comunque volontaria, grazie al fondo regionale, martedì l'Inps ha sciolto anche un altro nodo. Quello del pagamento dei due anni di contributi che mancano all'appello. Con una nuova rateizzazione che è stata concessa alla direzione dell'azienda, oltre al riconoscimento della cassa integrazione ordinaria da giugno. Cassa integrazione che probabilmente verrà richiesta per il mese di ottobre. E, anche in questo caso, l'Inps potrebbe esprimere parere favorevole.  I numeri, comunque, delle lavoratrici e dei lavoratori che utilizzeranno gli ammortizzatori sociali nella grande azienda tessile verranno scritti oggi nel verbale di accordo tra le parti. Numeri che sono necessari per chiedere appunto il pagamento dei contratti di solidarietà e della cassa integrazione straordinaria al Ministero del lavoro.  «Cominciamo a vedere degli spiragli positivi in questa lunga trattativa - dice Nadia Perino, rsu Cgil - perché la Regione ha garantito i fondi per coprire la cigs e ci ha anche assicurato che seguirà il nostro percorso al Ministero». La speranza delle vestaglie azzurre è quello di avere comunque la busta paga abbastanza puntuale. Il percorso per la richiesta dei contratti di solidarietà al Ministero non è dei più semplici. «In questi giorni stanno valutando le richieste inviate dalle aziende lo scorso aprile - dice Perino - e quindi la preoccupazione dei lavoratori è quello di dover rinunciare allo stipendio per mesi». La Regione, dal canto suo, farà di tutto per velocizzare il percorso. E i sindacati, con l'azienda, stanno pensando comunque di inserire numeri nel verbale di richiesta che permettano una maggiore flessibilità del lavoro. Quanti saranno i dipendenti che sceglieranno la cassa integrazione straordinaria lo sapremo oggi. E sicuramente nel verbale saranno indicati più lavoratori di quelli necessari. In questo modo, se la crisi continuerà a soffiare sulla Mabro, non ci sarà il rischio di sforare il tetto degli ammortizzatori sociali e restare al palo. «Ma abbiamo anche deciso di utilizzare le due formule della cigs - aggiunge Nadia Perino - quella a zero ore e quella a rotazione. In questo modo se arrivano nuovi ordini i dipendenti possono riprendere i loro posti di lavoro».  L'azienda, dalla sua, ha garantito che le ore che i dipendenti che lavoreranno, saranno pagate regolarmente.  Una trattativa, quella della Mabro, che ha coinvolto quindi le istituzioni. Ieri, mentre l'rsu era seduta al tavolo regionale, i segretari provinciali dei tessili di Cgil, Cisl e Uil hanno incontrato il presidente della Provincia Leonardo Marras, per fare il punto sulla situazione dell'azienda.

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