La manifestazione
Da pendolari a... autostoppisti
Francesca Ferri
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DISAVVENTURA. Da sinistra Paolo Emilio Ammirati, Alessandro Ulmi, che era sullautobus guasto e, a allestrema destra, un pullman della Rama di fronte al Comune Il bus Tiemme si guasta, in 25 sono costretti a tirare fuori il pollice
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GROSSETO. Da pendolari dell'autobus ad autostoppisti. È l'avventura, tra lo spiacevole e il grottesco, capitata ieri mattina ai passeggeri grossetani di un pullman che si è guastato alle porte di Firenze. L'autobus era targato Tiemme, la neonata azienda di trasporti per la Toscana del sud nata dalla fusione tra Rama e le aziende di trasporto di Arezzo, Piombino e Siena. Partito dal capoluogo maremmano alle 5.30 del mattino, ha circa venticinque persone a bordo tra studenti universitari, dipendenti di enti pubblici, finanzieri, politici e un medico, tutti pendolari. Il viaggio prosegue senza intoppi fino a quando, verso le 7.10 col satellitare che segnava 5 chilometri e 200 metri dalla meta, un guasto manda improvvisamente in panne il sistema elettrico e mette fine alla corsa. «Per fortuna - spiega Alessandro Ulmi, collaboratore del gruppo consiliare del Pdl e pendolare della corsa delle 5.30 - l'autista è riuscito a portare il mezzo in una piazzola, grazie alla forza di inerzia, subito prima della galleria nei pressi del cimitero americano». Subito parte l'allarme alla centrale grossetana della Rama, che gira il messaggio alla sezione movimento per organizzare i soccorsi al pullman e il trasferimento dei passeggeri. «Ma invece di mandare un autobus sostitutivo - spiega Ulmi - all'autista hanno detto di fermare un pullman di passaggio e chiedere che imbarcasse i passeggeri». In pratica, un suggerimento a mettersi sul ciglio della strada e tirar fuori il pollice in direzione Firenze. Fare autostop, insomma, in un tratto dove non solo è vietato ma è anche pericoloso. «Abbiamo tutti cominciato a sbracciarci per fermare un pullman - prosegue Ulmi - ma per 45 minuti nessuno si è fermato, neanche quattro o cinque pullman della Train che è una consorella della Rama. Alla fine, bontà sua, si è fermato l'autista di un mezzo Sita e ci ha dato gratuitamente un passaggio sul suo mezzo fino a Firenze. Abbiamo viaggiato per un tratto in piedi, poi anche a sedere man mano che gli altri passeggeri scendevano. Il ritardo, alla fine, è stato di circa un'ora, perché per le lungaggini siamo arrivati in prossimità di Firenze Certosa nell'ora di punta». La brutta avventura è stata segnalata alla Rama, ma non solo. Approderà anche in consiglio regionale perché il Pdl ha tutta l'intenzione di far chiarezza non solo su questo episodio, ma anche su altri sei simili capitati negli ultimi mesi sulla stessa tratta ad autobus Tiemme. Il vicepresidente vicario del gruppo Pdl in consiglio regionale, Paolo Enrico Ammirati, componente della Commissione trasporti e infrastrutture e compagno di partito di Alessandro Ulmi, ha già scritto un'interrogazione all'assessore ai trasporti Luca Ceccobao. «La Regione ha caldeggiato la creazione di Tiemme - spiega Ammirati - ma il ragguppamento è nato male, ha fatto morire le aziende piccole, ha costretto aziende dai bilanci sani a convivere con altre dai bilanci in rosso. Da questo pasticcio sono nati i disservizi degli ultimi tempi che creano disagi per i passeggeri e preoccupano non poco i dipendenti». L'interrogazione sarà depositata in settimana con procedura di urgenza, in modo da poter essere presentata, se tutto va bene, già al prossimo consiglio. «Nel frattempo - spiega Ammirati - vogliamo presentare interrogazioni analoghe sulle modalità della fusione aziendale in ogni consiglio provinciale delle zone interessate alla creazione della Tiemme. Tra le quali c'è anche la provincia di Grosseto».
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