Finanza
Pestaggio in piazza, tre denunce
Studenti tra i 15 e 20 anni, gli inquirenti: bulli che cercano lo scontro
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GROSSETO. I picchiatori di piazza San Francesco hanno un nome: sono tre studenti grossetani tra i 15 e i 20 anni. Ragazzi di buona famiglia - spiegano gli inquirenti - che la notte del 18 settembre si sarebbero trasformati in un branco di bulli senza pietà, pronti, dopo una banale incomprensione, a pestare con calci e pugni un ragazzo di 18 anni fino a farlo svenire prima lasciarlo a terra sanguinante e allontanarsi. Lesioni aggravate, questa l'accusa nei loro confronti. I tre ragazzi denunciati per il pestaggio di Attilio, dimesso con 27 giorni di prognosi per le ferite in faccia e sul corpo, farebbero parte della «dozzina di bulli» che imperversa in centro da alcuni mesi, sempre pronti - dicono gli investigatori - ad attaccar briga con i loro coetanei anche solo per uno sguardo. Alcuni di loro, non a caso, sarebbero stati coinvolti anche nella rissa avvenuta tra via Matteotti e piazza della Vasca la sera del 9 settembre quando si affrontarono due gruppi di giovani a colpi di stampelle e bastoni. «Sono ragazzi - è il ritratto del questore Michele Laratta - che si sentono grandi e forti perché in tasca hanno un coltello o un tirapugni. Ecco perché è determinante il ruolo delle famiglie alle quali dico di stare attente e vigilare sui propri figli perché certi atteggiamenti, soprattutto per chi è appena maggiorenne, possono avere conseguenze spiacevoli. In ogni caso - rassicura - non c'è nessun allarme sociale». Per quello che hanno potuto ricostruire gli investigatori, la sera del 18 settembre, il gruppo di bulli era composto da almeno sette otto ragazzi tra i quindici e i vent'anni. La sfortuna della vittima è stata quella di incrociarli. Attilio - spiega il capo della squadra mobile Patrizio Canale Parola - quella sera aveva cenato a casa con altri due amici. Poi, intorno alle 22, sono usciti tuti insieme e si sono diretti in piazza San Francesco. L'episodio che avrebbe scatenato il pestaggio sarebbe avvenuto intorno alla fontanella della piazza quando Attilio e due amici avrebbero detto ad alta voce: «Qui ci sono anche i bambini», rivolto a un gruppo di giovanissimi, prima di mettersi a ridere. Quell'affermazione però, per i bulli che erano a pochi passi, deve essere stata una specie di sfida. Sono passati pochi minuti e gli otto hanno affrontato Attilio e gli altri due prima che riuscissero a raggiungere corso Carducci. «Ce l'avete con noi?», avrebbero chiesto a muso duro i bulletti. «Ci stavate sfottendo?». Poi le provocazioni e le spinte, fino alla violenza. Uno dei tre denunciati, a questo punto, avrebbe colpito Attilio in faccia con un pugno, a questo si sarebbe aggiunto un altro cazzotto e poi, quando il diciottenne era a terra, è arrivato il calcio che gli ha fatto perdere i sensi. «Un colpo sferrato da chi conosce le arti marziali», hanno raccontato alcuni testimoni. È dal racconto degli amici di Attilio che sono partite le indagini della polizia. «I ragazzi - spiegano dalla Questura - sono rimasti in piazza e dai commenti di altri giovani che erano nei dintorni sono riusciti a memorizzare i nomi di battesimo di chi aveva appena pestato il loro amico». A questo si sono aggiunte le due manifestazioni in piazza fatte dalla madre di Attilio i due sabati successivi al pestaggio. Prima si è sdraiata in piazza con un cartello, poi è andata sul corso a distribuire volantini.
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