Gioco
Lo zio "scagionato" gli esami sul nipote escludono violenze
Federico Lazzotti
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INDAGINI. Eseguite dalla polizia anche in ospedale Gli inquirenti hanno ascoltato anche i familiari «L'uomo condizionato dagli ultimi fatti di sangue»
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GROSSETO. Gli esami medici eseguiti solo qualche giorno fa, escluderebbero abusi o violenze sul nipote e scagionerebbero da qualsiasi ipotesi di reato l'agricoltore di 56 anni che sabato si è presentato all'ospedale di Grosseto raccontando ai medici di provare "istinti lesivi" nei confronti del piccolo. Per gli agenti della polizia che conducono le indagini, i riscontri sanitari sono un primo tassello, seppur importante, per chiarire la posizione dell'agricoltore, trasferito domenica in una struttura specializzata. A questi, però, andranno affiancate le dichiarazioni dei familiari e se non bastasse anche ulteriori esami sul piccolo. Per il momento - ripetono gli inquirenti - non c'è nessuna ipotesi di reato nei confronti dell'uomo. Ma in situazioni così delicate è necessario approfondire tutti gli aspetti per fugare ogni possibile dubbio. L'ipotesi che sta prendendo piede, però, è che l'uomo possa essere stata condizionato dagli ultimi fatti di cronaca: l'omicidio di Sara Scazzi ad Avetrana, proprio per mano dello zio reoconfesso e quello di Savona dove uno studente e baby sitter è stato scoperto in atteggiamenti equivoci in compagnia del fratellino della sua ragazza. Forse è per un mix eccessivo di preoccupazione e paura, magari in una personalità debole, che sabato sera l'uomo si è presentato in ospedale chiedendo aiuto perché provava istinti lesivi e pulsioni nei confronti del nipotino di pochi anni. Una presunta confessione choc che ha insospettito i sanitari del Misericordia e messo in allarme gli investigatori che si sono immediatamenti messi al lavoro. In gergo sanitario vengono chiamate ideazioni ossessive. «Si tratta - spiegano gli esperti - della comparsa e progressiva organizzazione di forme di pensiero caratterizzate dal dubbio sistematico, dai ripensamenti, dalla ripetitività rispetto a tematiche diverse». In questo caso al centro dei pensieri dello zio ci sarebbe stato appunto il nipotino. Le ideazioni ossessive hanno la caratteristica di essere progressivamente invasive, ostacolando, più o meno gravemente, lo svolgimento di tutte le attività quotidiane individuali e sociali. Il primo dubbio che gli inquirenti hanno voluto sciogliere riguardava l'attendibilità dell'uomo e lo hanno fatto parlando con i familiari. È stato durante questa conversazione che dai parenti è emerso che solo pochi giorni prima il bambino era stato visitato e dalle analisi non è risulta alcuna violenza o abuso.
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