Gioco
Da Elio al rock di Ligabue quattro spettacoli al mese per un inverno grandi firme
Emilio Guariglia
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TEATRO SOTTERRANEO Il 21 gennaio, agli IndustriTanti nomi importanti: si comincia con Paolo Poli e si finisce con Ascanio Celestini tra prosa, danza, classici e contemporanei
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GROSSETO. Ricca, spesso preziosa, di tanto in tanto audace, ponderata quanto basta per incuriosire tutti e tutti accontentare: eccola qui, la stagione teatrale 2010 - 2011 di Grosseto, la prima firmata dal neoassessore alla cultura Simone Ferretti. Una firma all'insegna della continuità, ma anche dell'accelerazione rispetto ad alcune scelte avviate - nei quattro anni precedenti - da Lucia Matergi. La continuità è garantita dalla collaborazione con Fondazione Toscana Spettacolo, storico partner regionale voluto una quindicina d'anni fa dall'amministrazione Antichi e mai più "tradito". Una partnership che anche quest'anno assicura un cartellone importante, a cominciare dalla quantità: 19 spettacoli in sei mesi (da novembre ad aprile), più 5 "fuori programma". Divisa come sempre fra i due palcoscenici (Industri e Moderno), la nuova stagione si caratterizza semmai per un ulteriore accento sul contemporaneo, capace di conquistare anche la grande ribalta del Moderno: qui infatti, il 15 febbraio, andrà in scena "La Menzogna" di Pippo Delbono, spettacolo di forte impegno (racconta la tragedia della Thyssen Krupp, in cui morirono 7 operai) e di un autore che - pur consacrato nel Mondo - a Grosseto è ancora considerato "di nicchia". Delbono è solo uno dei "contemporanei ormai diventati classici" che animeranno la stagione. Come lui, protagonisti del rinnovamento del teatro italiano negli ultimi 20 anni, ecco Moni Ovadia (ancora al Moderno, in un'originalissima rilettura di Shakespeare a fianco del mitico cantante Shel Shapiro); Virgilio Sieni, "il filosofo" della danza, che agli Industri presenta il suo acclamato "Tristi Tropici"; o Ascanio Celestini, il narratore che chiuderà la stagione con uno spettacolo nuovissimo, "La fila indiana". Celestini è uno degli artisti italiani più in vista del momento, dopo il successo del suo film "La Pecora Nera" all'ultima Mostra del Cinema di Venezia. Ma non è la sola celebrità "del giorno" attesa a Grosseto. Il 7 febbraio, per esempio, arriva l'eroe tv dell'anno: da X-Factor al Moderno c'è Elio, in un imperdibile "Gian Burrasca" diretto da Lina Wertmuller, regista - 40 anni fa - del mitico sceneggiato Rai con Rita Pavone. Oppure, il 19 novembre, è sul palco Rocco Papaleo, il regista italiano più premiato del 2010 con il film "Basilicata Coast to Coast". Sempre a proposito di cinema e tv, altri nomi notissimi sono quelli di Veronica Pivetti, al Moderno al fianco della "monumentale" Isa Danieli; di Ambra Angiolini (in una versione teatrale del film capolavoro di Marco Bellocchio, "I pugni in tasca"); o di Alessandro Haber, Alessio Boni e Gigio Alberti, straordinario terzetto per "Art". Studiata per piacere a tutti, la stagione non dimentica i "mostri sacri" della prosa, siano essi attori, registi o autori. Ecco allora Shakespeare, con un "Otello" diretto da Arturo Cirillo che riporterà in patria il talentuoso attore grossetano Danilo Nigrelli; o il Molière di Valter Malosti; i Promessi sposi riletti dal genio di Testori e rimessi in scena dai "numi" Federico Tiezzi e Sandro Lombardi; l'altro Molière griffato Luigi De Filippo; o il Beckett diretto da Massimo Castri; o ancora e soprattutto l'inarrestabile energia di Paolo Poli, che a 80 anni l'11 novembre battezzerà ufficialmente la stagione. Occasioni anche per chi ama la danza. Oltre a Sieni, infatti, ci sono un accattivante "Certe notti", di Aterballetto su musiche e poesie del rocker Ligabue; e una sempiterna "Carmen" interpretata dalla bellissima Rossella Brescia. Senza dimenticare "L'isola dei pappagalli", un po' prosa e un po' musical che rimette in pista il genio di Sergio Tofano (il papà del Signor Bonaventura) in un caleidoscopio di suoni e colori. Menzione speciale, infine, per "L'origine delle specie", spettacolo dedicato a Darwin dai giovani fiorentini di Teatro Sotterraneo. Un gruppo che da un paio d'anni vince tutti i premi nazionali ed europei per l'innovazione, ma che a Grosseto ancora non aveva messo piede (sull'Amiata sì, grazie a Toscana delle Culture). Un piccolo segnale di apertura al "nuovissimo" che non dispiace.
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