Sicurezza
Tessera sanitaria, occhio ai dati
Francesca Ferri
Nel nuovo documento manca la "storia" del paziente: come rimediare
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GROSSETO. In quanto a futuri benefici non c'è dubbio: la nuova tessera sanitaria promette di essere per il cittadino un cilindro magico da cui tirar fuori, all'occorrenza, tutto quanto serve sapere al medico sulla salute, i trattamenti, le malattie, le analisi, gli acciacchi grandi e piccoli dei pazienti. Un'intera cartella clinica strizzata in un microchip di pochi grammi che risparmierà la scocciatura di conservare e portare con sé pile di scartoffie a ogni controllo e, a maggior ragione, servirà in caso di emergenza. Ma al di là dei vantaggi annunciati e promessi, un po' di prudenza non guasta. Se ne sono accordi quei cittadini che si sono già presentati alla Asl per farsi attivare il servizio. La carta contiene sì i dati sul paziente, ma solo quelli prodotti a partire dal momento dell'attivazione in poi. E anche le informazioni future non sono complete. È possibile registrarci infatti solo i dati anagrafici, i ricoveri ospedalieri e al pronto soccorso, i farmaci assunti, le esenzioni e i referti del laboratorio analisi. Insomma, tutto quanto è successo prima, o che esce fuori da questi campi, non compare. E, cioè, non c'è scritto se si soffre di una malattia cronica, se si è subito un'importante operazione chirurgica, se si è allergici a qualche sostanza o a delle medicine e così via. Niente di tutto ciò sarà scritto sulla tessera. Non per ora, almeno. E non è un dettaglio di poco conto perché tacere al medico certe informazioni può rivelarsi fatale. Una beffa? Non proprio, per fortuna. In futuro, spiega la Asl, sarà creato quello che, per la gioia di chi ha sempre avuto quattro a inglese, si è scelto di chiamare "patient summary" vale a dire - banalmente - "riassunto del paziente". Ma quando arriverà? E chi lo scriverà? «Bisogna essere realistici - spiega il dottor Antonio Panti, presidente dell'Ordine dei medici di Firenze - e ammettere che su questo punto c'è ancora da lavorare. Dobbiamo ancora stabilire cosa va scritto del passato clinico del paziente. Si può pensare di mettere tutte le informazioni, oppure è il caso di scremare i dati e inserire solo quelli effettivamente utili?». I lavori sono ancora in corso, anche se le prime indicazioni date allo sportello attivo all'ospedale di Grosseto lasciano un po' perplessi. In sostanza, si consiglia, nel frattempo, di scriversi da soli un riassunto dei malanni patiti, di comprare un lettore di smart card, installare il programma sul computer e inserire i dati. Oppure «di chiedere al medico che ce li scriva per cortesia, anche se non sarebbe tenuto a farlo». «Su questo punto - spiega Panti - è chiaro che dobbiamo ancora scrivere un accordo definitivo. Oggi, è vero, i medici non sono tenuti a compilare i summary dei pazienti, ma in futuro dovranno certamente farlo». Per i dati memorizzati da oggi in poi, invece, nessun problema: saranno inseriti direttamente dalla Regione che li riceverà dalle Asl. «Diciamo che il messaggio corretto da dare - spiega Panti - è che con la nuova tessera sanitaria c'è una grande opportunità di avere una cartella clinica accessibile sempre». Per il momento, però, il suggerimento è di portarsi dietro la buona vecchia cartella.
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