Il Tirreno

Grosseto

«Locali in campo contro la droga»

L'appello del direttore del Movida, poi la frecciata: mai visti gli investigatori

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 GROSSETO. «Nessuno delle forze dell'ordine si è presentato al Movida beach sabato notte né prima né dopo l'accaduto». Guglielmo Glovi, direttore del locale a Principina a Mare, spiega come «soltanto ieri mattina ho chiamato i carabinieri per rendermi disponibile ad eventuali chiarimenti su quello che era accaduto». Spiega Glovi: «Sono certo che i ragazzi non fossero entrati affatto fino a quel momento nel locale. Forse erano invitati al compleanno, ma si sono sentiti male prima di arrivarci questo per sottolineare che noi non permettiamo l'ingresso a persone visibilmente sotto effetto di sostanze proibite ma tuteliamo i nostri clienti».  Poi c'è l'aspetto amministrativo: «Sabato il locale era chiuso al pubblico perché le licenze necessarie saranno rinnovate per la prossima stagione a partire da sabato prossimo mentre quelle di ristorazione sono continuative e infatti di questo si trattava: cene private con musica di contorno. Una era un compleanno l'altra la festa del circolo Leonardo da Vinci per i propri iscritti». Poi una puntualizzazione. «Il Movida e tutti i locali della provincia di Grosseto sono gestiti da persone serie che combattono questo tipo di vicende pensando nelle occasioni specifiche ad aiutare le vittime e non a nascondere i fatti per paura di riscontri negativi. Se avessi avuto paura delle conseguenze avrei evitato di chiamare i soccorsi e dove sarebbe ora quel ragazzo? Sono certo che ogni mio collega avrebbe fatto lo stesso e se da una parte vedrò che gli episodi come questo possono capitare sopratutto durante una serata in discoteca è altrettanto vero che proprio la discoteca dice no e li combatte con correttezza e onestà».

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