Sicurezza
Fosse biologiche, emergenza permessi
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RITARDI Sopra lo scavo per una fossa biologica In alto lassessore Monaci Il Comune non li rilascia, case e attività inagibili
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GROSSETO. Settanta pratiche bloccate al Comune di Grosseto sono diventate l'incubo di altrettante famiglie e aziende che da mesi aspettano invano il via libera a scaricare le acque reflue domestiche nelle fosse biologiche. La denuncia è dei geometri del Collegio provinciale geometri e geometri laureati di Grosseto e dei geologi che hanno il compito di certificare l'agibilità di case e attività produttive. E che, per questa ragione, hanno necessità di avere i permessi dal Comune. Per capire cosa sta succedendo bisogna fare un salto in campagna e nelle zone dove non arriva la rete fognaria. Qui gli scarichi domestici e i loro assimilati urbani - dunque di competenza comunale - di alberghi, pubblici esercizi e aziende, finiscono in fosse biologiche Imhoff, l'evoluzione dei vecchi pozzi neri. Ogni edificio nuovo o ristrutturato dove si installano questi piccoli impianti di depurazione a uso privato ha bisogno di un doppio permesso allo scarico, preventivo e definitivo, da parte del Comune che lo rilascia in seguito a un sopralluogo, come stabilisce la legge regionale. «Diligentemente - spiegano i geometri - il Comune di Grosseto, attraverso l'operato del personale dell'ufficio Ambiente, si è dotato di un regolamento tecnico dal maggio 2010, ma da quella data a oggi non sta rilasciando nessun parere in merito ai permessi preventivi e terminali di scarico delle acque reflue di insediamenti civili o assimilati che non scarichino in pubblica fognatura». Facile immaginare i ritardi e i disagi per gli utenti, dal momento che i permessi del Comune servono per l'agibilità delle abitazioni civili e delle attività produttive. Senza permesso non si ottiene l'agibilità e senza agibilità non si può né chiedere la residenza né far partire un'attività commerciale. «Abbiamo scritto al sindaco oltre due mesi fa per segnalare i ritardi - spiega Paola Borracelli, presidente del Collegio Provinciale dei Geometri - ma non abbiamo ricevuto risposta». «Almeno il 40 per cento delle utenze non è servito dalla rete fognaria - spiega il geologo Fabio Martellini, referente provinciale dell'Ordine dei geologi della Toscana - e tutte le abitazioni e gli opifici nuovi o che hanno subito modifiche sono bloccate, con le persone infuriate che se la prendono ingiustamente con noi». A cittadini e professionisti del settore risponde l'assessore all'Ambiente del Comune di Grosseto, Giuseppe Monaci. «È un impasse - spiega Monaci - che risale al 2009. Prima il lavoro era svolto dalla direzione dei Lavori pubblici, poi è passato al settore Ambiente che, primo tra i Comuni della provincia, ha redatto un regolamento in materia. Ma, insieme al nuovo compito, non ci è stato trasferito il personale necessario per fare i sopralluoghi e dunque abbiamo dovuto bloccare le procedure. Da circa dieci giorni, però, è arrivato un nuovo tecnico e, dunque, riprenderemo a fare i sopralluoghi e la situazione si normalizzerà». F.F.
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