Il Tirreno

Grosseto

Caccia all'ecstasy che uccide

Federico Lazzotti
Caccia all'ecstasy che uccide

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Ripetono di «non ricordare» né il nome né il volto di chi ha venduto loro l'ectasy che sabato li ha sballati a tal punto da mandarli in ospedale con tutti i sintomi di un'intossicazione da amfetamine. Ma ora è caccia alla partita di droga che potrebbe causare altri malori tra i giovanissimi. Si cerca tra Gavorrano, dove i due ragazzi vivono, e Grosseto, dove l'avrebbero acquistata.

È durato poco più di mezz'ora l'interrogatorio dei due giovani di 25 e 20 anni trovati in stato confusionale nel parcheggio del Movida club di Principina. La ragazza, 20 anni, originaria di Parma, era stata dimessa domenica mattina, l'amico, invece, è rimasto in osservazione fino alla tarda serata: disidratato, con un innalzamento innaturale della temperatura corporea e in uno stato di ansia. Nel sangue di entrambi - spiegano gli investigatori - sono state trovate tracce di cristalli di Mdma, la metanfetamina usata dai giovani per sballarsi. Secondo quanto hanno potuto ricostruire i carabinieri, i due giovani, entrambi disoccupati, sabato sera, erano con un gruppo di amici che, partiti da Gavorrano, avrebbe dovuto partecipare a una delle due feste (private ndr) organizzate al Movida. Come ripete il direttore del locale Guglielmo Glovi, «forse erano invitati. Ma si sono sentiti male prima di arrivarci. Questo per sottolineare che noi non permettiamo l'ingresso a persone visibilmente sotto effetto di sostanze proibite ma tuteliamo i nostri clienti da certe realtà».

Forse i due, dopo aver assunto l'ecstasy e arrivati nel parcheggio del locale, hanno detto al resto della compagnia di avviarsi, forse per prendere un po' d'aria. Poi la situazione deve essere precipitata. È stato lo stesso direttore, intorno alle una, ad accorgersi di una sagoma che barcollava vicino a una siepe a pochi metri dall'ingresso e a chiamare i soccorsi. «Il ragazzo era giallo in viso e non parlava, la ragazza invece era in uno stato confusionale», hanno raccontano i soccorritori. La speranza degli investigatori, dopo aver ascoltato i due ragazzi, era quella di avere un minimo di collaborazione per risalire a chi aveva venduto loro le pasticche. Anche perché non è escluso che il mix assunto dai due sabato notte possa far parte di una partita di pasticche, magari tagliate con alcune sostanze che hanno effetti inattesi e pericolosi sull'organismo. Le indagini dunque, sembrano essersi infilate in un vicolo cieco, una zona d'ombra simile a quella dove sabato sera vagavano i due giovani sotto l'effetto di ecstasy.

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