Sicurezza
Si è presentato sabato sera al Misericordia, poi è stato trasferito in una struttura specializzata
«Attratto da mio nipote: aiutatemi»
Federico Lazzotti
◗
CONFESSIONE CHOC. Avvenuta sabato allospedale Misericordia Confessione choc di uno zio in ospedale, gli inquirenti: nessun reato
2 MINUTI DI LETTURA
GROSSETO. Si è presentato in ospedale chiedendo aiuto perché provava degli "istinti lesivi" nei confronti del nipotino di pochi anni. Una presunta confessione choc che ha insospettito i sanitari del Misericordia e messo in allarme gli investigatori. L'uomo, un agricoltore di 56 anni, è stato ricoverato immediatamente prima a Grosseto per alcuni accertamenti e poi trasferito nel reparto di psichiatria di un altro ospedale toscano per verificare se la sua confessione sia quella di un potenziale pedofilo oppure di un mitomane in cerca di aiuto. Ora, tutta la pratica è stata spedita alla stazione dei carabinieri del paesino dove l'uomo vive, tra Grosseto e Scarlino. «Ma per il momento - sottolineano gli investigatori - non c'è nessuna ipotesi di reato nei suoi confronti». Non è escluso, infatti, che l'agricoltore possa essere stato colpito dagli ultimi fatti di cronaca: l'omicidio di Sara Scazzi ad Avetrana, proprio per mano dello zio reoconfesso e quello di Savona dove uno studente e baby sitter è stato scoperto in atteggiamenti equivoci in compagnia del fratellino della sua ragazza. L'uomo - per quel poco che trapela dagli inquirenti - si è presentato in ospedale nella tarda serata di sabato. «Ho 56 anni - ha spiegato - e ho pensieri lesivi nei confronti di mio nipote». In gergo sanitario vengono chiamate ideazioni ossessive. «Si tratta - spiegano gli esperti - della comparsa e progressiva organizzazione di forme di pensiero caratterizzate dal dubbio sistematico, dai ripensamenti, dalla ripetitività rispetto a tematiche diverse». In questo caso al centro dei pensieri dello zio ci sarebbe appunto il nipotino. Le ideazioni ossessive hanno la caratteristica di essere progressivamente invasive, ostacolando, più o meno gravemente, lo svolgimento di tutte le attività quotidiane individuali e sociali. Forse è stato in un momento di lucidità che lo zio ha deciso di rivolgersi ai sanitari che hanno subito avviato il ricovero e successivamente il trasferimento in una struttura specializzata. Ora il primo dubbio che gli inquirenti vogliono sciogliere riguarda l'attendibilità dell'uomo. Accertato questo decideranno se ascoltare i familiari per verificare eventuali comportamenti compromettenti da parte dell'agricoltore.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
