Il Tirreno

Grosseto

Comune costretto a rivedere i parametri che facilitavano le famiglie a basso reddito

Addio esenzioni per i servizi

Enrico Pizzi
<b>PULMINO. </b>Fra i servizi che si torner&agrave; a pagare
◗
PULMINO. Fra i servizi che si tornerà a pagare

Mensa, pulmino, sport: quasi tutti dovranno pagare

3 MINUTI DI LETTURA





 GROSSETO. Sono previsti tre milioni di euro di tagli nei trasferimenti statali, per il Comune di Grosseto, nell'anno 2011. Per questo l'ente sarà costretto a ripensare anche i servizi e in particolare quelli a domanda individuale. Ripensare vuol dire che sarà costretto ad adeguare quote e tariffe alle reali capacità di reddito delle persone e riducendo al minimo indispensabile gratuità e agevolazioni. Insomma, a pagare i servizi saranno molti di più di adesso.  Per l'assessore al bilancio Paolo Borghi si annuncia un anno drammatico in cui alla giunta sarà richiesto di fare scelte difficili, ma anche inevitabili.  «Noi - dice - avremo sicuramente un taglio di 3 milioni di euro dai trasferimenti statali, il che comporterà di dover rivedere tutta una serie di spese. Cito una cosa importante: probabilmente sarà necessario rivedere tutto il sistema dell'Isee, così come è stato pensato fino ad oggi. Ho visto - aggiunge - che anche la Regione Toscana sta pensando di applicare un nuovo sistema, più legato ad una sorta di redditometro che non all'Isee come era pensato fino ad oggi».  In soldoni si tratta di modificare lo strumento che permette, a chi ha una situazione patrimoniale pià debole, dio accedere ad alcune esenzioni.  Saranno ridefiniti, dunque, i criteri per cui un determinato servizio debba o non debba essere pagato, per intero o in parte, dai cittadini che ne usufruiscono. Dalle parole di Borghi si capisce che le maglie della rete si faranno sempre più fitte e lasceranno passare solo chi, davvero, non ha un reddito sufficiente. Sotto la lente non ci saranno solo stipendi e conti bancari, ma anche beni posseduti, come case, automobili, imbarcazioni e diminuiranno, dunque, i cittadini che oggi pagano sempre e solo una minima parte del servizio di cui usufruiscono.  «In effetti - spiega l'assessore - già oggi dovrebbe essere così nel senso che per i servizi a domanda individuale la Corte di Conti ci invita sempre a chiedere il cento per cento del costo, proprio per non inficiare gli equilibri di bilancio. Noi abbiamo sempre preferito, anche sui servizi a domanda individuale, mantenere un compartecipazione altissima del Comune, per esempio su servizi come la mensa o il trasporto scolastico, ma dall'anno nuovo questo non sarà possibile e dovremo concentrare le energie e le risorse verso quei soggetti che ne hanno davvero bisogno».  Si tratta, dunque, di ottimizzare le poche risorse disponibili, anche in considerazione del fatto che oltre ai tagli che i Comuni subiscono direttamente, ci sarà da incrementare le poste di bilancio per quei servizi sociali che lo Stato non offrirà più.  Basta ricordare le recenti proteste dei disabili che rischiano di perdere l'assistenza.  «Sicuramente la spesa sul sociale sarà tra le ultime voci che andremo a vedere per eventuali tagli - dice l'assessore - anzi ci troveremo nelle condizioni di dover intervenire in surroga allo Stato. Faccio l'esempio del servizio civile, che è stato utilizzato fino ad oggi anche per il sostegno ai disabili: pensiamo a quante famiglie hanno avuto la possibilità di avvalersi in maniera continuativa di una persona».  «Oggi queste figure verranno a decadere perché sulla base della nuova finanziaria non verranno più finanziate dal ministero. E quindi si pone anche la necessità, per il Comune, non solo di dover ricoprire i tagli dove sarà necessario, ma dover intervenire in surroga per non lasciare delle famiglie in grande difficoltà».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze