Proteste
Tutti uniti per l'ospedale
Fiora Bonelli
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OSPEDALE. Di Castel del Piano Maggioranza e minoranza: «Guai a depotenziarlo»
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ARCIDOSSO. Il consiglio della Comunità Montana Amiata grossetana ha votato all'unanimità una mozione sulla sanità. Un voto "storico", perché l'argomento sanità ha da decenni costituito per la montagna un terreno aspro di scontro fra maggioranza e opposizione. Ma adesso non sembra essere più il momento di fare sulla questione un gioco politico. La querelle, dunque, lascia il posto a richieste precise, sia per l'ospedale di Castel del Piano che per i servizi territoriali. «Un'aggiunta che abbiamo apportato al documento - spiega il presidente della Montana, Ulivieri - ha riguardato proprio la volontà di spalmare sul territorio una serie di strutture per anziani». L'approdo del documento in Comunità Montana ha alle spalle una storia significativa, come racconta Ginanneschi, consigliere di minoranza che rivendica per il suo gruppo la primogenitura del documento: «Presentato - dice - lo scorso marzo dalla civica di Castel del Piano in un consiglio comunale dove fu votata da minoranza e maggioranza e che poi ha ricevuto l'approvazione da altri consigli comunali del comprensorio, fino ad arrivare al vaglio della Montana. L'approvazione unanime della mozione è il punto di arrivo di una questione iniziata lo scorso 28 novembre, quando la minoranza invocava un consiglio apposito per discutere di sanità, e proseguita il 18 febbraio col consiglio aperto a cui partecipò il direttore generale Asl, Mariotti. La mozione che vuole salvaguardare l'ospedale e i servizi sanitari in genere, auspica, adesso, la realizzazione di un nuovo pronto soccorso di primo livello funzionante 24 ore che implica di adeguare i protocolli diagnostici, dell'attività radiologica, ampliando le casistiche gestibili per via informatica, ed estendendo l' offerta chirurgica in day surgery ad altri campi oltre a quello della cataratta e dell'ortopedia, con l'eventuale permanenza notturna del paziente. Per questo occorre prevedere una riorganizzazione della chirurgia e del servizio di reperibilità. Infine si chiede una riorganizzazione dell'assistenza domiciliare sul territorio, anche il sabato e la domenica». Intanto i cittadini continuano a combattere con i problemi quotidiani, come spiega Ginanneschi che ne segnala due per tutti: «Le lunghe file di attesa per accedere ai prelievi e la mancanza di un bagno per chi sosta nella sala di aspetto del pronto soccorso».
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