Sicurezza
In tremila contro la Gelmini
Francesca Ferri
Giallo in due scuole: le porte bloccate con la colla
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GROSSETO. Non se ne erano mai visti di così tanti scendere in piazza e manifestare per una causa comune: dire no alla riforma della scuola targata Gelmini. Erano oltre 3mila, ieri mattina, gli studenti grossetani che hanno partecipato alla giornata di sciopero nazionale ribattezzata "No Gelmini day", organizzata a Grosseto dalla Rete degli Studenti Medi. Non uno sciopero di studenti come quelli che spesso hanno aperto l'anno scolastico. Questa volta insieme ai ragazzi c'erano anche una quarantina di insegnanti, gli assessori Simone Ferretti e Cinzia Tacconi, referenti in Comune e Provincia per la scuola, Maurizio Pascucci dell'Arci, una delegazione dell'Associazione Genitori Democratici e rappresentanti dell'Anpi e della Cgil, che ha indetto uno sciopero di un'ora proprio per permettere agli insegnanti di unirsi alla protesta dei loro alunni. «La nostra è stata una manifestazione non solo di protesta ma anche di proposta - spiega Milena Burattelli, rappresentante provinciale della Rete - per promuovere un modello di scuola ben differente da quello che esce dalla riforma. Dall'innovazione della didattica, all'attenzione verso gli studenti diversamente abili ai trasporti, c'è assoluto bisogno di un cambiamento. E i numeri della manifestazione dell'8 ottobre anche a Grosseto ne sono la piena dimostrazione». Il corteo è sfilato senza problemi da piazza San Francesco lungo corso Carducci. Nessun disordine, come invece avvenuto in altre città, anche se la giornata è stata macchiata da due episodi che hanno gettato luci sinistre sulle buone intenzioni dei manifestanti. Gli studenti del magistrale "Rosmini" e dell'Agrario "Leopoldo II di Lorena" che non hanno partecipato allo sciopero hanno trovato una brutta sorpresa davanti alle loro scuole alla cittadella dello studente. Nella notte ignoti hanno bloccato le serrature delle porte di accesso ai plessi con colla e silicone e c'è voluto l'intervento dei tecnici della Provincia per sbloccare le entrate. All'Agrario le porte non sono state ancora ripristinate, ma le lezioni si sono svolte lo stesso perché i bidelli sono riusciti ad entrare dalla porta posteriore e ad aprire da dentro i portoni con i maniglioni antipanico. Anche al magistrale l'attesa per entrare è durata poco e i danni limitati, tanto che la scuola non sporgerà denuncia. «È stato un gesto goliardico - spiega il vicepreside Fernando Menichetti - neppure classificabile come atto vandalico e che non ha impedito di accedere alla scuola». Il conto delle riparazioni lo pagherà la Provincia. Dal canto loro, gli studenti della Rete condannano fermamente il gesto. «Cretini - spiega Jacopo Baffigo, rappresentante provinciale di Rsm - che si sono approfittati dello sciopero. Chi ha partecipato alla manifestazione non ha niente a che vedere con loro». E i 3mila scesi in piazza ne sono una prova.
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