Sicurezza
I ratti hanno invaso il Parco dei Cigni
La civica "Per un Comune di tutti" denuncia la situazione di degrado
2 MINUTI DI LETTURA
CASTEL DEL PIANO. La lista civica di Castel del Piano "Per un comune di tutti", capolista Mariella Frediani, passa al setaccio i parchi cittadini. E dopo il Piazzone e il parco tennis, critica ironicamente anche il Parco dei Cigni, diventato regno di grossi ratti. «Narrano i cronisti dell'epoca che il primo nucleo della terribile pestilenza che sconvolse l'Europa nel lontano XIV secolo fu veicolato da colonie di ratti comodamente sistemate a bordo dei vascelli genovesi in navigazione tra i porti del Mar Nero e quelli del Mediterraneo. Non è certo per fare erudite e strepitose comparazioni che andiamo a ricercare eventi così remoti, quanto per portare all'attenzione delle autorità competenti la situazione di imbarazzante disfacimento in cui versa il parco pubblico del laghetto dei cigni. Citavamo i ratti. Il parco dei cigni offre a questi roditori uno spazio senza frontiere nel quale sfrecciare come siluri. Capita con una certa facilità di avvistarli mentre si lanciano in spericolate arrampicate sulle rocce che delimitano il perimetro del laghetto maggiore, mentre tentano di turbare la placidità delle oche oppure quando sostano a prendere comodamente il sole». La civica, poi, indica altre due criticità: «Il parco è imbrattato da discutibili fantasie artistiche, il parcheggio sottoutilizzato e il vicino orto botanico, altro strepitoso successo delle forze naturali e infine la presenza, nel canale parallelo alla strada, di acque stagnanti e maleodoranti». F. B.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google