Sicurezza
Camion del Coseca urta un'auto e poi scappa: rabbia e proteste nella zona di Squartapaglia
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VORAGINI. Nella strada San Vincenzo dElba "Colpita" la macchina della moglie del dg della Banca di Maremma «Corrono troppo in una via stretta, ho fatto denuncia ai carabinieri»
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GROSSETO. Non è una strada, è un percorso di guerra. E le buche, centinaia, profonde, pericolose, hanno un nome e un cognome: camion del Coseca. Ne passano ogni giorno a decine, forse centinaia. Portano i rifiuti alle Strillaie e corrono come razzi. La gente che abita attorno a strada San Vincenzo d'Elba è esasperata. E qualcuno, ieri, ha fatto anche una denuncia ai carabinieri. Perché un camion ha graffiato un'auto ed è scappato. Oppure, semplicemente, non si è neppure accorto di cosa stava accadendo. A subire il danno all'auto, dopo essersi accostata quasi in fossa e aver chiuso anche gli specchietti per far passare il mezzo del Coseca, la moglie di Giancarlo Ciarpi, direttore generale della Banca di Maremma. Anche lui abita da quelle parti, in campagna, fra il Casotto dei Pescatori e le Strillaie, nella zona di Squartapaglia. «Mi faccio portavoce di tanta gente - ci racconta -. Non è possibile che i camion continuino a passare tutto il giorno in una strada così stretta e ormai ridotta in condizioni pietose per il peso dei mezzi. Le buche sono profondissime. E poi vanno troppo forte. Per questo ho deciso di rivolgermi ai carabinieri, prima che accada qualcosa di grave». Quanto successo ieri alla signora Ciarpi è solo uno dei tanti episodi avvenuti negli ultimi mesi nella strada. Il problema è che i mezzi del Coseca, "tagliando" per via San Vincenzo d'Elba, fanno un pochino prima a raggiungere la discarica delle Strillaie. Eppure avrebbero una strada dedicata, passando per la provinciale 158 delle Collacchie. Solo che c'è un... semaforo, piazzato proprio all'attraversamento della pista ciclabile. E quei minuti in più, a quanto pare, sono un problema per gli autisti. Certo è che il rischio è dietro l'angolo: «Mia moglie si è accostata il più possibile, finendo quasi in fossa, ha chiuso gli specchietti, ma niente. Poi ha fatto manovra, ha inseguito il camion, ma senza fortuna. Credo che come minimo debba esser messo un divieto di transito ai mezzi pesanti». Un sopralluogo sul posto, ci ha confermato la gravità della situazione. I mezzi passano veloci, le buche sono profonde, in molti tratti la strada ha perso del tutto la copertura di asfalto. Insomma, si tratta di una stradina di campagna devastata dal continuo passare di mezzi che non si dovrebbero neppure avvicinare. (g.f.)
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