Il dolore
Cinque cani pastori uccisi dal veleno
Fiora Bonelli
Strage nelle campagne di Roccalbegna, ora indagano i carabinieri
3 MINUTI DI LETTURA
ROCCALBEGNA. Non erano lupi, erano solo dei cani pastori, addestrati da generazioni per sorvegliare il gregge. Eppure sono stati uccisi, quasi certamente con il veleno. Morte terribile, accertata per 2 dei 5 pastori maremmani di Giacomo Franceschelli, che ha un'azienda agricola fra Monte Labbro e Roccalbegna. Anche dei restanti 3 cani non è più stata trovata nessuna traccia e dunque è legittimo supporre che abbiano fatto la stessa fine degli altri due. Il fattaccio è accaduto nella zona di Pescinello (Roccalbegna), in località Le Capanne, nei campi di proprietà del Franceschelli che ha un'azienda agricola dove si alleva bestiame, soprattutto pecore. Un grosso gregge, quello che pascolava a Le Capanne, sorvegliato da 5 pastori maremmani, tre adulti e due cuccioli: «Cani che appartenevano a una dinastia con 20 anni e più di addestramento. Cani adatti a accudire, difendere e sorvegliare i greggi - racconta il proprietario - Un dolore profondo per me, questa morte così drammatica e una perdita non solo affettiva, ma anche economica notevolissima». I fatti, riferiti dallo stesso Franceschelli, sono accaduti fra il 26 e il 28 settembre scorso. I cinque cani avevano, come sempre, condotto il gregge al pascolo, quando qualcosa deve essere successo, riferisce Franceschelli: «Perché, quando sono andato a monitorare il gregge, l'ho trovato senza sorveglianza. Poco discosti ho trovato due cani morti. Avevano inghiottito qualcosa, come è stato accertato poi, e sono stramazzati fatti pochi metri. Gli altri 3 non sono riuscito a trovarli. Forse sono fuggiti nel fosso, forse chissà dove sono andati a morire». Il padrone, sgomento, ha subito caricato i corpi degli animali nel suo fuoristrada e li ha portati all'Istituto zooprofilattico di Grosseto, dove dai primissimi accertamenti è risultato «possa essersi trattato di avvelenamento. I sintomi rilevati sembrerebbero andare in quella direzione. Ma si attendono ulteriori analisi - sottolinea Franceschelli - dal Centro Veleni di Roma». Naturalmente il proprietario dei cani ha subito sporto denuncia contro ignoti, andando dai carabinieri di Roccalbegna: «I miei cani - osserva Franceschelli - erano stati addestrati soltanto per sorvegliare il gregge. Lo dico e lo sottoscrivo, perché nella zona di Roccalbegna, dato che è sentitissimo il problema dei lupi che attaccano le pecore di continuo, non faceva piacere che i miei 5 cani potessero circolare liberamente. Forse si pensava - prosegue Franceschelli - che fossero animali pericolosi. Invece non era per nulla così. Questi 5 pastori maremmani, perfettamente addestrati a fare il loro lavoro di pastori, vivevano a stretto contatto con le pecore giorno e notte e non erano affatto pericolosi per le persone e gli animali a cui non avrebbero fatto alcun male. Un danno irreparabile per la mia azienda, questa perdita. Infatti solo gli allevatori possono comprendere quanto valga un cane che ti sorveglia un gregge e al quale puoi affidare senza problemi una parte del tuo patrimonio». «Ora - conclude - aspetto con ansia di sapere i risultati delle analisi del centro veleni e poi vorrei che si trovasse chi con brutalità e freddezza ha ucciso, con una morte atroce, in un sol colpo, 5 cani, di cui 2 cuccioli».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google