Il Tirreno

Grosseto

Tra i clienti dei Di Buduo anche un fornaio che aveva bisogno di restare sveglio per lavorare

Professionisti e operai nel letto di Natalie

Francesca Gori
<strong>SESSO E DROGA.</strong> Tra i clienti del trans e dei pusher tanti insospettabili
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SESSO E DROGA. Tra i clienti del trans e dei pusher tanti insospettabili

Consumatori di cocaina e giovani a caccia dello sballo del sabato sera

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FOLLONICA. Ragazzini alla ricerca dello sballo, uomini disposti a macinare chilometri e chilometri per passare una notte con Natalie, professionisti, commercianti e artigiani con il vizio della cocaina e pronti anche a farsi ricattare. Nell'indagine della tenenza di Follonica della guardia di finanza, ci sono finiti anche loro. Non come indagati, ma come testimoni di un sistema di spaccio che ha legato per anni, con un filo rosso, la cittadina del Golfo con i quartieri di Scampia e Secondigliano. Quartieri che evocano un'immagine: quella della camorra e dei clan che gestiscono il mercato della droga.  Consumatori di hashish, cocaina ed eroina. Uomini alla ricerca della trasgressione, di un rapporto consumato con il trans Natalie. Notti brave a base di sesso e cocaina. I clienti dei Di Buduo, la famiglia che teneva le fila del sexy-gate in salsa maremmana, sono quelli che, di fronte agli uomini delle fiamme gialle, hanno raccontato tutti i dettagli di una storia che ha portato, in un anno, a 21 arresti. C'erano i giovanissimi, quasi tutti minorenni, che avevano eletto loro pusher di fiducia Luca Liguori. Dal ventenne acquistavano hashish, a 20 euro per volta. "Pezzi" che poi fumavano il sabato sera. Ma c'era anche chi il periodo delle canne lo aveva superato e per una dose di eroina ha accettato di avere un rapporto sessuale con il ragazzo.  La maggior parte, però, erano i clienti diretti dei Di Buduo. Artigiani, commercianti, professionisti con il vizio della cocaina. Tra loro un fornaio, che non ha avuto difficoltà ad ammettere davanti agli investigatori di far uso di cocaina. «Lavoro la notte - ha detto - e mi serviva qualcosa per tirarmi su». I clienti abituali dei Di Buduo chiamavano i loro fornitori di fiducia ed andavano a ritirare la dose o direttamente nella loro casa oppure in strade vicine. Certe volte, nel fabbricato accanto alla casa, dove i Di Buduo tenevano i cani. Un posto riparato, dove i Di Buduo preparavano le dosi di droga da immettere poi sul mercato. Un mercato che, stando alle intercettazioni e alle testimonianze dei consumatori, era ben florido. E coinvolgeva davvero tante persone. Le più diverse tra loro. Tra gli uomini che frequentavano ad esempio Natalie, molti arrivavano a Follonica da altre città della Toscana. Sposati, quasi tutti e con figli piccoli. Ma pronti a rischiare per una notte di trasgressione. Pronti anche a farsi ricattare, qualche volta, pur di aver salva la faccia con le loro famiglie. Pronti ad accettare che venisse trattenuto loro il documento o un computer, come è successo in almeno un caso, perché i soldi per pagare le notti brave non c'erano. Notti che potevano costare quasi 500 euro, tra sesso e droga. Ma che di solito, quando i clienti non avevano il vizietto della cocaina, alleggerivano di poco il portafogli. Cinquanta euro a prestazione, il prezzo medio. Ma quando Natalie si trovava ad avere a che fare con uomini che non riuscivano a gestire questa situazione, secondo gli investigatori, il tariffario applicato era diverso dal solito. Soprattutto quando aveva di fronte a sé commercianti o professionisti, artisti. Persone che pur di non far sapere di aver macinato chilometri per raggiungere Follonica e concedersi una scappatella, diventavano vulnerabili e cedevano. Fino a pagare anche 490 euro a notte.  Una storia, quella di Follonica, che ha coinvolto tantissime persone. Non solo gli arrestati quindi, ma anche chi di quella droga e di quel sesso a pagamento faceva uso. Natalie acquistava la cocaina dai Di Buduo. Poi la utilizzava negli incontri a luce rossa con i clienti. Anche Luca Liguori, acquistava la cocaina dai Di Buduo per poi venderla, scrive il gip nell'ordinanza di arresto, a minorenni. Loro da una parte, i clienti dall'altra. Tutti finiti nel sexy-gate della Maremma.

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