La manifestazione
Il Parco può gestire anche Alberese
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ALBERESE. La sede dellazienda agricola regionale L'ipotesi trova consensi. Tutti contro l'accorpamento con San Rossore
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GROSSETO. Mentre a Pisa si scatena un putiferio politico sulla scelta di strappare la tenuta di San Rossore al territorio per relegarla in una società-contenitore con l'Azienda di Alberese e la Di Cesa di Arezzo (per un presunto risparmio), in Maremma il malanimo per la scelta di Enrico Rossi cova, per ora, sotto la cenere. Eppure anche qui il sentimento della maggioranza (dalla cittadinanza di Alberese alla componente ambientalista, dai partiti - trasversalmente - al Comune capoluogo) è analogo a quello di Pisa: la gestione dell'Azienda di Alberese deve essere più local e non ulteriormente decentrata. All'oggi non sono partiti appelli o mozioni affinché la soluzione prospettata dal consiglio regionale sia ripensata (l'iter prevede il lavoro in commissione per poi tornare in consiglio regionale per la definitiva approvazione), ma le posizioni sono abbastanza chiare e c'è da scommetterci che questo sarà un tema importante anche nella prossima campagna elettorale per il rinnovo del governo di Grosseto. Sì, perché da tempo ormai c'è un braccio di ferro in corso tra due "partiti": per alcuni l'Azienda dovrebbe imparentarsi con il Parco della Maremma. Per altri restare così com'è e mantenere l'attuale autonomia rimanendo quindi nell'orbita regionale. Il neogovernatore della Toscana Enrico Rossi ha scelto però una terza via che - in Maremma come a Pisa - al momento, non suscita entusiasmo. Perplessità le manifesta, per esempio, l'ex consigliere regionale Sdi Giancarlo Tei, sempre presente sulle questioni inerenti Alberese e l'Uccellina: «Ho sempre sostenuto - spiega - che i livelli istituzionali grossetani dovrebbero incidere molto di più sulla gestione dell'Azienda e credo che il territorio debba quantomeno avere un ruolo in questa fase di riorganizzazione». Dal mondo dell'associazionismo ambientalista la richiesta è ancora più esplicita: «A San Rossore il Parco ha gestito la Tenuta con criteri di economicità ed efficienza, evitando la duplicazione di uffici e funzioni: un'unica ragioneria, un'unica segreteria, unici il presidente e il consiglio direttivo, che amministrano, curano e valorizzano il grande patrimonio sia naturalistico che immobiliare. Perché non può funzionare anche in Maremma?».
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