Il Tirreno

Grosseto

Bancarotta da 100 milioni di euro

Arrestati in tre, dovevano bonificare l'area dell'ex Sitoco

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EX SITOCO. L’area da bonificare

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 ORBETELLO. Una bancarotta da 100 milioni di euro: è l'accusa contestata ai fratelli Francesco, Stefano e Salvatore Marano - quest'ultimo ex senatore di Forza Italia - che si trovano da ieri agli arresti domiciliari. Quest'ultimo è il gestore di fatto della società "Laguna Azzurra", impegnata all'acquisizione, bonifica e successivo impiego a scopo edilizio, dell'area già occupata dall'insediamento industriale della Sitoco, società chimica fallita nel 1991, sulla sponda orientale della laguna. Il provvedimento, eseguito dalla Guardia di Finanza di Napoli è stato emesso nell'ambito di un'indagine sulla realizzazione di complessi edilizi nell'hinterland settentrionale di Napoli che ha portato alla luce anche la vendita di centinaia di abitazioni prima ancora di essere costruite e mai più portate al termine gettando nella disperazione gli acquirenti. Per i tre imprenditori, impegnati dalla fine degli anni Ottanta nell'area nord di Napoli, l'accusa è di bancarotta fraudolenta documentale per aver distratto patrimoni societari per 100 milioni di euro. In particolare avrebbero occultato e distrutto i libri sociali e le scritture contabili delle società fallite. Le indagini si sono concentrate soprattutto sull'attività di cinque società di costruzioni dichiarate fallite. E i Marano hanno fatto anche importanti investimenti nella zona di Orbetello.

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