Il dolore
Nasce un comitato spontaneo (150 persone) per la ristrutturazione dellarea
«Alberi autoctoni al Piazzone»
Fiora Bonelli
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PIAZZONE. Protesta per la scelta delle piante da mettere Contrari alle specie esotiche e al taglio: «Errori imperdonabili»
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CASTEL DEL PIANO. Nasce a Castel del Piano un comitato spontaneo (circa 150 firmatari), costituito per iniziativa di alcuni residenti nelle strade che perimetrano il "Piazzone", dove stanno per iniziare i lavori di ristrutturazione. Ma il comitato manifesta molte perplessità e propone a sindaco e Amministrazione comunale alcuni suggerimenti con intenti non bellicosi, ma di "critica costruttiva". Il nocciolo duro del documento riguarda le piante dello spazio alberato, passate al setaccio dall'esperto Giorgio Bonelli: «Nel primitivo progetto di "Idee" approvato - scrive il comitato - si parlava di messa in sicurezza di alcune piante e noi raccomandiamo di provvedere al più presto su alcune conifere, in special modo alcuni cedri, che hanno un debolissimo apparato radicale in proporzione alla loro altezza; attenzione anche alle piante di "ailanto" (angolo sud-ovest) che hanno legno fragile e quindi facile preda di forti venti. Questa pianta, è un'esotica estremamente infestante: per chi non lo sapesse, sta sostituendo, lentamente, ma inesorabilmente, la flora autoctona dell'isola di Montecristo. Ad evitare inquinamento botanico (avete presente la sciagura dell'asiatico "cinipide" del castagno, che rischia di spogliare tutta la nostra montagna se si adatterà al nostro clima?) è indispensabile scegliere tra le nostre essenze spontanee vere e scelte con estrema cura. Infatti, sempre nel progetto primitivo, si precisava che numerose (57) piante "vecchie" sarebbero state sostituite con altre e si elencavano, con relative immagini, tre tipi di caducifoglie sostitutive: acero, ippocastano e tiglio. Ci dicono ora che le piante prescelte saranno tutte autoctone: non vorremmo che, come è già successo, si facesse confusione. Comunque, il genere acero contiene numerosissime specie, le più numerose sono esotiche (americane e asiatiche: il "negundo", americano è già presente, con poco successo, al "Piazzone" e in via V. Veneto), poche altre specie di questo genere sono spontanee: ad esempio acero montano e acero riccio, entrambi già al "Piazzone". Per l'ippocastano, anch'esso specie esotica, ma ormai diffusa nei viali italiani da un paio di secoli, quasi da ritenersi autoctona, da qualche anno è attaccato da una malattia detta "del nord", che fa ingiallire e seccare le foglie molto precocemente con lento degrado dell'intera pianta; da non sottovalutare, poi, i danni provocati su cose e persone dalla caduta dei grossi frutti. Quanto al tiglio, è nota la forte proprietà allergenica del suo polline ed è quindi da scartare a priori, senza considerare che, durante la fioritura, rilascia una sostanza zuccherina che sporca cose e persone. Conclusione: suggeriamo, oltre agli aceri nostrani, gli ontani, i carpini, i faggi e i lecci. A proposito di piante, non ci possiamo qui esimere dal criticare il previsto taglio di almeno una decina di platani per allargare i vialetti a metà della piazza. Siamo lieti della rinuncia, da noi caldeggiata, alla piantumazione di cespugli (ben 100!), dei quali ben otto specie, sulle dieci segnalate nel progetto, erano esotiche».
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