LINTERVISTA
Agresti: «Il turismo sarà l'arma in più per il rilancio ma serve il nuovo statuto»
Alfredo Faetti
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GAVORRANO. Entrato nella Rete europea dei geoparchi dell'Unesco, il Parco archeo minerario delle Colline Metallifere guarda adesso al futuro. Gli adetti sono già a lavoro, ma per dare veramente inizio alle operazioni manca un passaggio fondamentale: l'approvazione dello statuto. Lo spiega Luca Agresti, presidente del Parco: «dobbiamo necessariamente partire dallo statuto». Tornato sabato della Grecia, dove si è svolto la IX Conferenza europea dei geoparchi in cui il Parco nostrano è stato battezzato "Tuscan Mining Geopark", Agresti si dice «veramente soddisfatto per il riconoscimento ottenuto. È un fatto importante da cui dovremo riuscire a sfruttare». E il punto di partenza è, appunto, lo statuto. Ma per riuscire ad approvare il documento serve il consenso del Comitato di gestione. E qui sta il problema, perchè il Comitato ancora non c'è. Com'è noto, manca ancora il membro indicato dalla Regione. Il nome ormai sembra assodato: Annarita Bramerini, assessore grossetano nella giunta regionale. Ed è quantomeno curioso che per formare il comitato, a causa delle tensioni interne al Pd, a cui la crisi gavorranese ha contribuito, si sia dovuto ricorrere per la Provincia al presidente Marras e per la Regione all'assessore. Però manca ancora l'ufficialità. «Mi auguro che la situazione si sblocchi a giorni» dice Agresti. Anche perchè il compito della Regione consiste solamente nell'indicare un nome; la nomina poi è ministeriale. «Anche il ministero avrà i suoi tempi da rispettare» spiega il presidente. Il problema dello statuto è concreto: finchè non verrà approvato, non potranno essere approvati nuovi atti. «Al momento ci muoviamo con le linee di bilancio approvate dal vecchio Comitato» continua Agresti. Ma questa situazione di stallo non ha fermato gli addetti ai lavori, che intanto si muovono per quello che è consentito loro. «Per quanto riguarda lo statuto, - spiega Agresti - ci stiamo scambiando delle idee e stiamo esaminando altre realtà analoghe con i vari sindaci e gli altri enti». Poi ci sono gli interventi previsti nel master-plan. Già, perchè ogni 4 anni l'Unesco verificherà se gli standard di qualità sono sempre all'altezza. «Ci stiamo occupando della cartellonistica, delle linee hinterland e della creazione di nuovi strumenti di comunicazione». Ecco, la comunicazione è uno degli aspetti più importanti in ottica futura. L'idea è quella di fornire degli strumenti di comunicazione «il più unitari possibili per il territorio. I vari comuni compresi organizzano molte iniziative e il Parco può essere un punto d'incontro a livello comunicativo». Ossia, creare degli strumenti in grado di dare una comunicazione unitaria su tutte quelle attività che riguardano i comuni del Parco. Anche perchè questa nomina va sfruttata, soprattutto a livello turistico: «Dobbiamo trovare delle iniziative in grado di finanziare il Parco e il turismo gioca in questo senso un ruolo chiave».
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