Il dolore
«La giunta vuol far morire il commercio di vicinato»
Gabriele Baldanzi
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PICCOLI ESERCIZI Sempre più in difficoltà3 MINUTI DI LETTURA
GROSSETO. Presto a Grosseto potrebbe sorgere un terzo centro commerciale in zona Poggetti Nuovi e un'altra media struttura di vendita nei locali attualmente occupati da Oviesse, quest'ultima in fase di trasferimento nel complesso del Casalone (inaugurazione prevista per il 25 novembre). Una partita di giro raccontata in due puntate dai consiglieri comunali di minoranza Mario Lolini (Pdl) e Luigi Colomba (Buongoverno), rivisitata e contestata a più riprese dal sindaco Bonifazi e infine commentata da Ascom e Confesercenti.
In pratica Lolini e Colomba accusano il Comune di Grosseto di barcamenarsi tra i Grandi Interessi e le richieste delle associazioni di categoria, dimenticando troppo spesso i veri bisogni della città.
Il commercio di vicinato in coma. L'attacco di Lolini e Colomba prende spunto dai recenti dati congiunturali sul commercio e dalle considerazioni espresse da Ascom e Confesercenti sullo stato di forte difficoltà in cui è costretto a dibattersi il comparto. «Il grido di dolore del commercio di vicinato - scrivono - trova evidente dimostrazione anche agli occhi del cittadino, che assiste alla chiusura di piccoli negozi e, recentemente, alla loro sostituzione con abitazioni al piano terra».
Il nostro Piano strutturale. A fronte di questa situazione Lolini e Colomba rivendicano le scelte dell'amministrazione di centrodestra, che nel 2006 approvò un Piano strutturale che prevedeva un unico ipermercato al Commendone, ammettendo solo trasferimenti, puntualmente localizzati, per le altre grandi distribuzioni di vendita e, primo caso in Toscana, contingentando in modo chiaro il numero delle medie distribuzioni. «La scelta del recupero dell'ex fornace Chigiotti sappiamo poi quali e quante fibrillazioni ha prodotto nella maggioranza di centrosinistra...».
Annunci e contraddizioni. Secondo i due consiglieri, proprio nella fase del dibattito intorno alla vicenda dell'ex Fornace Chigiotti, Bonifazi - per recuperare consenso - affermò categoricamente che con il Regolamento urbanistico si sarebbe effettuata un'inversione di tendenza, non ammettendo più nuove grandi e medie distribuzioni di vendita. «Peccato che ad oggi il Regolamento urbanistico sia ancora lettera morta, con sporadiche presentazioni di bozze parziali in quarta commissione consiliare (l'ultima a maggio). E proprio da una di queste è emersa la possibilità di un terzo centro commerciale a Poggetti Nuovi, con summo gaudio - ironizzano Lolini e Colomba - delle piccole attività commerciali, in linea con quanto atteso dalle associazioni di categoria e con le solenni affermazioni del sindaco di qualche mese prima».
Quella delibera fantasma. Ma non finisce qui. Lolini e Colomba scrivevano che nell'attuale sede della Oviesse, in pieno centro - stando a voci di corridoio - aprirà un'altra media struttura di vendita, ancora una volta in contrasto con gli indirizzi del Piano strutturale. E connessa a questa sorprendente scelta - secondo i due consiglieri - andrebbe letta la recente richiesta delle associazioni di categoria di una modifica della delibera di giunta nº 446/2009, accolta da Bonifazi il 21 settembre scorso (delibera nº 494/2010). Lolini e Colomba chiedono infine «se il rallentamento del Regolamento urbanistico possa agevolare questa iniziativa e perché la delibera di giunta nº 494 risulti introvabile agli atti sebbene dichiarata immediatamente eseguibile». Stessa richiesta fatta anche dal capogruppo Pdl in consiglio, l'avvocato Luca Montemaggi.
In pratica Lolini e Colomba accusano il Comune di Grosseto di barcamenarsi tra i Grandi Interessi e le richieste delle associazioni di categoria, dimenticando troppo spesso i veri bisogni della città.
Il commercio di vicinato in coma. L'attacco di Lolini e Colomba prende spunto dai recenti dati congiunturali sul commercio e dalle considerazioni espresse da Ascom e Confesercenti sullo stato di forte difficoltà in cui è costretto a dibattersi il comparto. «Il grido di dolore del commercio di vicinato - scrivono - trova evidente dimostrazione anche agli occhi del cittadino, che assiste alla chiusura di piccoli negozi e, recentemente, alla loro sostituzione con abitazioni al piano terra».
Il nostro Piano strutturale. A fronte di questa situazione Lolini e Colomba rivendicano le scelte dell'amministrazione di centrodestra, che nel 2006 approvò un Piano strutturale che prevedeva un unico ipermercato al Commendone, ammettendo solo trasferimenti, puntualmente localizzati, per le altre grandi distribuzioni di vendita e, primo caso in Toscana, contingentando in modo chiaro il numero delle medie distribuzioni. «La scelta del recupero dell'ex fornace Chigiotti sappiamo poi quali e quante fibrillazioni ha prodotto nella maggioranza di centrosinistra...».
Annunci e contraddizioni. Secondo i due consiglieri, proprio nella fase del dibattito intorno alla vicenda dell'ex Fornace Chigiotti, Bonifazi - per recuperare consenso - affermò categoricamente che con il Regolamento urbanistico si sarebbe effettuata un'inversione di tendenza, non ammettendo più nuove grandi e medie distribuzioni di vendita. «Peccato che ad oggi il Regolamento urbanistico sia ancora lettera morta, con sporadiche presentazioni di bozze parziali in quarta commissione consiliare (l'ultima a maggio). E proprio da una di queste è emersa la possibilità di un terzo centro commerciale a Poggetti Nuovi, con summo gaudio - ironizzano Lolini e Colomba - delle piccole attività commerciali, in linea con quanto atteso dalle associazioni di categoria e con le solenni affermazioni del sindaco di qualche mese prima».
Quella delibera fantasma. Ma non finisce qui. Lolini e Colomba scrivevano che nell'attuale sede della Oviesse, in pieno centro - stando a voci di corridoio - aprirà un'altra media struttura di vendita, ancora una volta in contrasto con gli indirizzi del Piano strutturale. E connessa a questa sorprendente scelta - secondo i due consiglieri - andrebbe letta la recente richiesta delle associazioni di categoria di una modifica della delibera di giunta nº 446/2009, accolta da Bonifazi il 21 settembre scorso (delibera nº 494/2010). Lolini e Colomba chiedono infine «se il rallentamento del Regolamento urbanistico possa agevolare questa iniziativa e perché la delibera di giunta nº 494 risulti introvabile agli atti sebbene dichiarata immediatamente eseguibile». Stessa richiesta fatta anche dal capogruppo Pdl in consiglio, l'avvocato Luca Montemaggi.
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