Attenzione
Il postino non suona più il sabato
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A LAVORO. Portalettere in scooter durante la consegna A destra impiegati agli sportelli servono i clienti2 MINUTI DI LETTURA
GROSSETO. Il postino non suonerà più il sabato. Il piano di riorganizzazione della distribuzione della posta cambierà anche le abitudini dei grossetani. E su questo piano, Rifondazione comunista, lancia l'allarme: meno postini in giro e meno uffici postali.
Un piano che è già diventato realtà a Prato, dove la distribuzione della posta il sabato mattina è stato sospeso. Alle case della città laniera, il postino suona soltanto dal lunedì al venerdì. Il sabato per sono effettuate soltanto le consegne urgenti di telegrammi e raccomandate. Nel pomeriggio invece e il sabato mattina, Poste garantirà tutti quei servizi aggiuntivi, come la consegna su appuntamento di pacchi e raccomandate, o il servizio di pick up direttamente a casa. Riorganizzazione che nelle prossime settimane sarà estesa anche alla provincia di Grosseto. «Dove però verranno tagliati gli uffici postali periferici - dice Rifondazione - soprattutto nelle zone di campagna e in quelle di montagna. E anche le consegne pomeridiane e quelle del sabato mattina, saranno garantite soltanto in quei centri con oltre 30mila abitanti». In provincia quindi, la riorganizzazione potrebbe riguardare soltanto Grosseto. L'allarma suonato da Rifondazione, non si limita soltanto alla distribuzione della posta il sabato e nei pomeriggi della settimana. Riguarda anche l'accorpamento di alcuni uffici postali. «Conserveranno un solo ufficio postale per comune - dicono - e raduneranno i portalettere in pochi centri della provincia: Grosseto, Follonica, Orbetello e Manciano». Una previsione che potrebbe anche non discostarsi troppo dalla realtà.
Ma per la quale non c'è ancora un piano di Poste spa. Le rassicurazioni che arrivano dalla direzione regionale della società riguardano il taglio del personale. «Nessun portalettere perderà il posto con la partenza dei nuovi servizi di distribuzione - dicono - perché verranno impiegati negli uffici». Difficile, al momento, tracciare una mappa degli uffici postali che spariranno dai paesi della Maremma. «Quello che è certo - dicono a Poste spa - è che ci sono uffici che vengono utilizzati pochissimo. E che rappresentano soltanto un costo per la società». Un piano che dovrà essere discusso con i sindacati e che sarà quindi materia di dibattito nei prossimi mesi. Ma che non piace a Rifondazione. «Chiediamo ai sindaci e alle autorità - dicono - di intervenire per non trovarci ancora una volta in emergenza o di fronte a spiacevoli sorprese».
Un piano che è già diventato realtà a Prato, dove la distribuzione della posta il sabato mattina è stato sospeso. Alle case della città laniera, il postino suona soltanto dal lunedì al venerdì. Il sabato per sono effettuate soltanto le consegne urgenti di telegrammi e raccomandate. Nel pomeriggio invece e il sabato mattina, Poste garantirà tutti quei servizi aggiuntivi, come la consegna su appuntamento di pacchi e raccomandate, o il servizio di pick up direttamente a casa. Riorganizzazione che nelle prossime settimane sarà estesa anche alla provincia di Grosseto. «Dove però verranno tagliati gli uffici postali periferici - dice Rifondazione - soprattutto nelle zone di campagna e in quelle di montagna. E anche le consegne pomeridiane e quelle del sabato mattina, saranno garantite soltanto in quei centri con oltre 30mila abitanti». In provincia quindi, la riorganizzazione potrebbe riguardare soltanto Grosseto. L'allarma suonato da Rifondazione, non si limita soltanto alla distribuzione della posta il sabato e nei pomeriggi della settimana. Riguarda anche l'accorpamento di alcuni uffici postali. «Conserveranno un solo ufficio postale per comune - dicono - e raduneranno i portalettere in pochi centri della provincia: Grosseto, Follonica, Orbetello e Manciano». Una previsione che potrebbe anche non discostarsi troppo dalla realtà.
Ma per la quale non c'è ancora un piano di Poste spa. Le rassicurazioni che arrivano dalla direzione regionale della società riguardano il taglio del personale. «Nessun portalettere perderà il posto con la partenza dei nuovi servizi di distribuzione - dicono - perché verranno impiegati negli uffici». Difficile, al momento, tracciare una mappa degli uffici postali che spariranno dai paesi della Maremma. «Quello che è certo - dicono a Poste spa - è che ci sono uffici che vengono utilizzati pochissimo. E che rappresentano soltanto un costo per la società». Un piano che dovrà essere discusso con i sindacati e che sarà quindi materia di dibattito nei prossimi mesi. Ma che non piace a Rifondazione. «Chiediamo ai sindaci e alle autorità - dicono - di intervenire per non trovarci ancora una volta in emergenza o di fronte a spiacevoli sorprese».
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