Il Tirreno

Grosseto

Gli ambientalisti sui dati regionali: «E’ solo business»

«Differenziata, una tragedia ma nessuno racconti frottole»

<b>RIFIUTI.</b> Raccolta porta a porta in un cortile
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RIFIUTI. Raccolta porta a porta in un cortile

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 GROSSETO. Le associazioni e i comitati ambientalisti della Provincia di Grosseto commentano i dati ufficiali sulla differenziata: «La Regione - scrivono - ha finalmente reso noti i dati 2009 sui rifiuti urbani prodotti e raccolti, che registra una riduzione annua del 2,6% ma con una penale da pagare in tutta la provincia per il dato della modesta raccolta differenziata. Noi, con i dati del Comune di Grosseto, avevamo portato la nostra denuncia degli errori di programmazione fatti ad arte dai responsabili politici provinciali, in particolare dalla giunta Scheggi e dalla assessora Bramerini. A fronte di una riduzione progressiva e reale dei rifiuti, delle veloci ed evidenti innovazioni tecnologiche, della necessità di adeguarsi agli obbiettivi nazionali ed europei di riduzione degli scarichi inquinanti e rifiuti prodotti, aver voluto caparbiamente vincolare per 27 anni la comunità locale agli interessi di un soggetto privato è una grave responsabilità politica. Ancora, l'aver messo a gara l'affidamento dei servizi di smaltimento su quantità decisamente sovrastimate può fare solo gli interessi di soggetti privati, gestori degli impianti, non certo della collettività».  Molti Comuni toscani - sottolineano - hanno percentuali di differenziata che vanno anche oltre l'80%.  «Se li leggano coloro che ancora si nascondono dietro le "enormi difficoltà" a diffondere i sistemi di raccolta differenziata spinta. Primo fra tutti il sindaco di Grosseto che, invece di valorizzare l'ottimo risultato raggiunto dalla popolazione, in un solo anno, dal porta a porta a Barbanella (77% di differenziata di ottima qualità, con solo 1-2% di scarto) giudica irrealizzabile un risultato provinciale analogo nel breve periodo. Su quali dati Bonifazi si permette un giudizio simile? Per non continuare a pagare di tasca nostra, come contribuenti, le penali che la Regione ci impone per non aver rispettato gli obiettivi regionali, addebiteremo anche a questa amministrazione gli errori delle sue scelte. Per questo è bene tenere a mente che gli obiettivi regionali e nazionali prevedono per il 2012 il limite minimo del 65% di differenziata e la riduzione del 15% dei rifiuti prodotti. Intanto invitiamo di nuovo a studiare le analisi comparative di costi/benefici di istituzioni prestigiose (come la Bocconi), che hanno evidenziato come i sistemi misti (raccolta differenziata al 50% più incenerimento) sono i più onerosi per i cittadini, indipendentemente dalla maggiore mortalità per tumori prodotta dall'incenerimento dei rifiuti. L'assessore Monaci ci dica quali sono le sue "fonti autorevoli" che smentiscono i dati della Bocconi. E l'assessore Annarita Bramerini interviene come un gerarca: gli Ato-rifiuti verranno commissariati prima dei termini di legge ed i Comuni avranno solo "funzione consultiva". Alla faccia della trasparenza, della partecipazione, della delega democratica ricevuta dai consigli comunali».

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